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l'esposizione
01 Luglio 2014
Il primo mese di esposizione fa
registrare un già lusinghiero bilancio: e di meglio si prevede da qui al
trentun Luglio. Prosegue al Complesso Monumentale del Vittoriano, in Roma, la
grande mostra che accompagna le celebrazioni italiane per il centesimo
anniversario dello scoppio del Primo Conflitto Mondiale. Era infatti il
ventotto giugno del millenovecentoquattordici quando Gavrilo Princip, membro
dell'organizzazione politico-rivoluzionaria Giovane Bosnia, assassinava a
Sarajevo l’Arciduca Francesco Ferdinando e la consorte Sofia, eredi al trono
dell’Impero Austro Ungarico, facendo scattare così quel meccanismo intricato di
alleanze che portò all’innesco di una guerra sanguinosa, al termine della quale
si registreranno tra i quindici ed i diciassette milioni di morti. La mostra al
Vittoriano si avvale di tutto un percorso di scoperta dove, com’è ovvio che
sia, abbondano i reperti d’epoca: elmetti, medaglie al valore, immagini dei
virulenti massacri compiuti all’interno delle trincee, bollettini quotidiani
spediti ai sindaci dei comuni italiani ma anche documenti cruciali come la
bozza manoscritta del verbale della Presidenza del Consiglio che sancisce
l’entrata in guerra dell’Italia. Il tutto inserito nella cornice eclettica del
Vittoriano, che con la tomba al milite ignoto edificata al termine di questo
conflitto, rappresenta il monumento-principe della nostra identità nazionale: da
qui, anche l’intento di mettere in piedi un qualcosa che racconti uno dei
primissimi eventi che, cinquant’anni dopo il Risorgimento, coinvolse tutta la
popolazione di tutte le regioni italiane. Inoltre, l’evento coincide con il
semetre di presidenza italiana dell’Unione Europea e si inscrive nel novero
delle manifestazioni ufficiali con cui l’Italia sta commemorando la Grande
Guerra a livello nazionale. In quest’ambito si prevede la promozione di
itinerari a tema, la valorizzazione di numerosi monumenti sparsi lungo l’intera
penisola - sacrari e musei in particolare, per i quali sono previsti fondi per
otto milioni di euro - che un coinvolgimento a più livelli, tanto di
scolaresche quanto di grandi nomi della Cultura nostrana (da Riccardo Muti ad
Ermanno Olmi, passando per Paolo Fresu): tutto questo mira alla costituzione di
un enorme Memoriale virtuale del Primo Conflitto mondiale, da realizzarsi entro
il duemiladiciotto.
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