Cerca
tangenziale est
24 Settembre 2014
La strada sopraelevata dove inizia la tangenziale est foto©GazzettaRegionale
A distanza di dieci giorni dall'ultima riunione cittadina
organizzata dal comitato Rinascita Tiburtina, si torna a parlare di tangenziale
est. Stavolta lo si fa in via istituzionale. Per la prima volta il secondo
municipio della Capitale apre un confronto su un possibile progetto
alternativo, dal quale il municipio II era stato totalmente escluso. Per questo
si è riunita stamattina la Commissione lavori pubblici nella sala commissioni
di via Dire Daua, alla presenza del Presidente Caracciolo, del vice presidente
Zorzi e di alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione. Argomento centrale
della riunione: le sorti della vecchia tangenziale tra la stazione Tiburtina e
la Batteria Nomentana. Sembra che il futuro della sopraelevata sia davvero
incerto. Il progetto di abbattimento per cui sono previsti 9 milioni di euro,
tra l'altro già stanziati in seguito ad un'approvazione lunga ma condivisa,
potrebbe non andare in porto. Già la scorsa settimana in occasione della
riunione cittadina organizzata da Nella Vecchia e dal suo comitato, era emersa
l'esistenza di un progetto alternativo promosso da Natalie Grenon e
dall'associazione Res, della quale l'architetto Grenon è segretaria, e che vedrebbe
la realizzazioni di orti urbani o giardini agronomici su una sopraelevata che
verrebbe abbattuta soltanto in parte. Questo progetto alternativo non sembra però,
aver seguito un iter convenzionale. Come lo stesso architetto Grenon ha
illustrato stamani, la richiesta di un progetto di riqualificazione della
vecchia tangenziale, le sarebbe stato chiesto dal precedente presidente del
Municipio III Dario Marcucci, a nome dello stesso Municipio. In realtà però,
era stato già approvato il progetto di abbattimento della sopraelevata con il
pieno consenso della cittadinanza e dell'amministrazione dell'allora terzo
municipio. Dunque perché chiederne un altro? Il problema del metodo, sul quale
vengono chieste spiegazioni sia da Giovanni Provenzano, circolo Nomentano, sia
da Carassiti, circolo Lanciani, è solo il primo dei capi d'imputazione esposti
nei confronti di questo progetto "agronomico". Natalie Grenon ha
lungamente esposto, stamani in commissione, quelle che sarebbero o potrebbero
essere le caratteristiche di questa riqualificazione, lasciando ben intendere
che in realtà, nulla è ancora nero su bianco. Ciò che l'associazione Ricerca e
Sviluppo attraverso la Grenon vorrebbe realizzare, è il parziale abbattimento
della sopraelevata sovrastante la stazione Tiburtina. La restante parte
diventerebbe una passeggiata verde di due chilometri, le cui coltivazioni di
meleti e frutteti vari, verrebbe affidata ad una fondazione. Fondazione che la
stesso architetto Grenon sta provvedendo a costituire, come lei stessa
dichiara. Questo genere di riqualificazione, sempre secondo quanto apertamente
dichiarato dalla Grenon, avrebbe anche la partecipazione dell'università La
Sapienza che vi collocherebbe delle aule, dei laboratori ai fini della ricerca.
Le idee della Grenon, seppur non essendo ancora un vero e proprio progetto,
hanno richiamato l'attenzione del sindaco Marino e dell'assessore di Roma
Capitale, Improta. Non a caso si sta mettendo seriamente in discussione il già
approvato progetto di abbattimento, laddove il comune di Roma andrebbe, non
solo a non tener conto di un progetto esistente, ma anche di una volontà
totalmente condivisa da cittadini e istituzioni. Il consiglio municipale e la
cittadinanza vogliono l'abbattimento della sopraelevata così come era stato
deciso. Il consigliere di maggioranza Capraro, intervenuto alla commissione, ha
promesso la presentazione di una mozione in favore dell'abbattimento e del
rispetto della volontà cittadina.
Secondo Capraro la questione riqualificazione, a seguito dell'abbattimento
potrà essere discussa, ma non senza sentire gli abitanti. La nuova tangenziale,
secondo il consigliere PD, non fa emergere solo il problema della dismissione e
riqualificazione della vecchia, ma anche un problema di viabilità che non può
non essere preso in considerazione in sede decisionale, proprio perché
convergente allo stesso. Il problema viabilità è stato messo in evidenza anche
dal'architetto Gagliardi, ex dirigente del comune di Roma, il quale ha invitato
al realismo e alla valutazione delle ripercussioni che il progetto della
Grenon, avrebbe sul traffico. Anche
Gagliardi, come Capraro, evidenzia l'importanza dell'abbattimento della
sopraelevata con una riqualificazione, conseguente all'abbattimento stesso, che
possa prendere in considerazione anche alcune delle idee della Grenon. È evidente che, forse come in poche
circostanze si è verificato, il parere dell'istituzione municipale, in questo
caso del secondo, e quello dei cittadini è convergente e unanime verso un'unica
soluzione: l'abbattimento della sopraelevata. Mai come questa volta intendono
serrare le fila contro qualsiasi abuso, qualsiasi prevaricazione, qualsiasi
progetto possa prendere forma attraverso strade diverse da quelle previste.
EDICOLA DIGITALE
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni