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La riapertura
03 Ottobre 2014
La cattedrale foto©ufficio stampa arcidiocesi Gaeta
Nemmeno una settimana dopo la
solenne riapertura e già la millenaria, ristrutturata Cattedrale di Gaeta
comincia a fare incetta di visitatori illustri. Archiviata la scintillante ed
affollatissima cerimonia di riconsacrazione, avvenuta per mano di Monsignor
Fabio Bernardo D'Onorio lo scorso sabato 27 settembre, il massimo tempio dell'Arcidiocesi
sudpontina accoglierà nella prossima domenica, 5 ottobre, il famoso critico
Vittorio Sgarbi il quale, a partire dalle ore 19:00 terrà una delle sue famose
ed interessantissime prolusioni circa l'Arte mediante la quale questa
Cattedrale è stata via via forgiata nel tempo. Ed in effetti ci sarà veramente
tanto da discutere, se pensiamo che questa Basilica vanta una storia iniziata
tra l'XI ed il XII secolo, con il completamento di una prima costruzione, al
posto dell'originaria Chiesa di Santa Maria del Parco: di quell'epoca, che
annovera una cerimonia di consacrazione avvenuta nientemeno che per mano di
Papa Pasquale II resta traccia soprattutto nel Campanile, che ancora oggi fa
bella mostra di sé nelle sue forme originarie ed è ormai un tratto
imprescindibile del panorama storico-ambientale gaetano. Nel secolo XVI-XVII il
complesso venne dotato di una cripta, grazie all'intervento del Vescovo Pietro
de Oña, successivamente completata con un mirabile parato marmoreo di scuola
napoletana, recentemente ritornato allo splendore originario. La Chiesa superiore
intanto venne ristrutturata nel 1690, inglobando le colonne lapidee in massicci
pilastri, i quali divennero in un secondo momento membrature fondamentali
dell'ultimo stile architettonico assunto dalla Cattedrale, il neoclassico. Ma
non è finita: nel 1903 la Basilica ricevette una nuova facciata in stile
neogotico, per meglio armonizzare gli esterni alle vetuste linee del campanile
mentre dopo il 1943, a seguito degli ingenti danni di guerra, tutto il
complesso venne restaurato e dotato di nuove coperture. L'ultimo intervento di
restauro, quello che ha preceduto l'odierna riconsacrazione, ha visto una serie
di importantissimi lavori quali: il restauro della sacristia, il consolidamento
ed il rafforzamento delle strutture murarie, una nuova tinteggiatura, la messa
in evidenza delle colonne antiche al di sotto dei pilastri nonché del pavimento
in stile cosmatesco e dell'altare-mensa costituito da un sarcofago che per
secoli ha contenuto le spoglie dei Santi Erasmo e Marciano, Patroni della città
e dell'Arcidiocesi. Ora quindi è tempo che anche uno dei massimi critici
italiani contempli e decanti da vicino la riaffiorata policromia dei
minutissimi intarsi di scuola cosmatesca, i giochi di luce soffusa capaci di
sorprendere il visitatore ora con l'eleganza del neoclassico, ora con
l'essenzialità del romanico. Una prorompente bellezza che aspetta anche noi per
farsi apprezzare in tutta la sua multiforme potenza espressiva.
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