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il seminario
09 Ottobre 2014
Continuano gli
incontri del Seminario “Pallacorda di idee e proposte per ripensare la Rai” presso
la Facoltà di Scienze della Comunicazione alla “Sapienza” di Roma. Ieri il
terzo incontro dal titolo “Informazione e/è Servizio Pubblico”. Ad intervenire
Lucia Annunziata, ex Presidente della Rai e direttore dell’ Huffington Post, che
ha proposto la creazione di due emittenti televisive sul modello della BBC
inglese, una di intrattenimento, l’altra di informazione. Carlo Rognoni, giornalista
ed ex consigliere della Rai, ha parlato di riduzione delle testate
giornalistiche e ha sottolineato la necessità di una governance in grado di
ragionare in termine di responsabilità pubblica. Sul ruolo del giornalismo nel
Servizio Pubblico, molto interessante è stata l’opinione di Marcello Sorgi, ex direttore
della Stampa, che ha posto l’accento sull’importanza di un’informazione
politica di qualità che esuli dalla noia autoriale dei talk show più comuni.
Molto interessante anche la ricerca presentata da Paola Barretta dell’Osservatorio
di Pavia. L’indagine mostra la tendenza diffusa del giornalismo italiano a
soffermarsi su alcune notizie, tra cui quelle della politica, dell’economia e del
lavoro e della criminalità. Proprio la questione della criminalità, centrale
nella scelta delle notizie delle emittenti del gruppo Mediaset, è diventata
oggetto di dibattito con l’intervento del professor Mario Morcellini, che ha
individuato un nesso molto forte tra il dilagante populismo presente nel nostro
Paese e “l’ipertrofia della cronaca nera”. Suggestivo anche l’intervento di
Oliviero Beha, autore e conduttore televisivo, il quale si è soffermato molto
sul rapporto tra la Rai e la politica, in un momento storico in cui
quest’ultima è svuotata dei contenuti. Il ruolo onnicomprensivo della politica,
dunque, è per Beha, la ragione per la quale anche l’aspetto legato all’autorevolezza
del servizio pubblico verrebbe meno; per uscire dal circolo vizioso
Rai-politica, dunque, sarebbe opportuno ripensare la governance del servizio
pubblico, considerando valida l’ipotesi, fatta propria dalla ex deputata dei Ds
e dei Verdi Tana de Zulueta, di una fondazione di esperti esterni alla Rai che
siano in grado di valorizzare l’azienda di Stato a prescindere dalle
appartenenze politiche. Tuttavia, si chiede Beha, “chi nomina la fondazione?”
E, soprattutto, siamo sicuri che questa sia svincolata dalla politica? Interrogativi
aperti e spinosi, ma anche questioni importanti quelle poste al Seminario
perché il servizio pubblico radiotelevisivo è un bene comune e soprattutto
perchè il rilancio della Rai può configurarsi come vero e proprio prodotto
culturale “made in Italy”.
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