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LA PROTESTA
16 Ottobre 2014
Uno scatto della manifestazione ©Massimiliano Gobbi
L'opinione pubblica è sempre
molto sensibile alle questioni economiche piuttosto che alle riforme del
lavoro o a tutto ciò che a noi media piace attenzionare. Stavolta decidiamo di
cambiare decisamente argomento e lasciar spazio a qualcosa, o mi verrebbe da
dire a qualcuno, che di spazio ne ha ben poco. Parliamo dei genitori, dei padri
in particolar modo, inseriti in un discorso di bigenitorialità spesso violata.
E lo facciamo oggi non di certo casualmente. Ieri mattina il Movimento genitori
insieme ad associazioni come Gesef, Associazioni Papà separati di varie
città italiane, Associazione Un Papà per
Amico e altre, hanno manifestato di fronte ai tribunali delle più
importanti città italiane. E lo hanno fatto contro il cosiddetto Decreto Filiazione, in vigore già da
qualche mese, che pur riconoscendo la sacrosanta uguaglianza dei figli nati
dentro e fuori al matrimonio, sostituisce la "potestà genitoriale"
con la "responsabilità genitoriale", declassando, di fatto, il ruolo
del padre. La legge 54/2006 parla di
affido condiviso da parte dei genitori in caso, ovviamente, di separazione.
Come mettono in evidenza queste associazioni oltre che la giurisprudenza in
materia, di fatto non è così. Il ruolo della madre resta un ruolo privilegiato,
mentre i padri sono relegati a un ruolo di secondo piano.
Con il decreto
filiazione nel suo articolo 316, viene introdotta la residenza abituale,
interrompendo qualsiasi percorso potesse portare a un discorso di residenza
condivisa come avviene in molti Paesi d'Europa. Il decreto 154/2013, art.337
quater, consente all'organo giudiziario
di decidere per l'affidamento a un solo genitore, opponendosi per questo a
quell'affidamento condiviso previsto dalla legge in tutti i casi tranne che per
gravi motivi. È per questo che ieri mattina i padri, veri protagonisti della
manifestazione che si è tenuta nelle più importanti città italiane, prima fra
tutte Roma, si sono riuniti dalle otto di mattina di fronte al Tribunale per
rivendicare i loro diritti.
Non si parla mai delle sofferenze di un padre dopo
la separazione, della lontananza dai figli a cui sono costretti spesso e volentieri
da madri egoiste sostenute da una prassi giurisprudenziale non sempre coerente
col principio di tutela del minore. Per questo da anni sono nate una serie di
associazioni di padri separati, spogliati della propria potestà genitoriale, di
quel diritto alla bigenitorialità, per molti esistente solo sulla carta. Ed
ecco perché ieri sono scesi in strada. Per far sentire la loro voce, la loro
sofferenza e per chiedere cambiamenti in materia legislativa. Primo fra tutti
l'adozione della Carta dei Servizi da parte dei servizi sociali, a tutela dei
genitori nel loro rapporto con gli stessi servizi sociali. L'istituzione di un
Tribunale Unico della Famiglia con giudici togati esperti in diritto di famiglia
e l'abolizione delle competenze civili dei tribunali per i minorenni. Quindi l'introduzione
del reato di Stalking Familiare in caso di violenza psicologica sui figli, come
sull'altro genitore in caso di separazione. Non sono intenzionati ad abbassare
i toni, i padri separati, né a fermarsi alla manifestazione di ieri. Un cammino
lungo e difficoltoso che varrà la pena di essere percorso e da parte nostra, di
essere seguito.
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