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L'ASSEMBLEA
30 Ottobre 2014
Uno scatto durante l'assemblea ©Gazzetta Regionale
Pigneto. A distanza di un anno dalla denuncia presentata da 500 abitanti del
Pigneto, il quartiere è tornato a
riunirsi per capire se ci siano stati dei miglioramenti nella situazione di
vita della zona e per verificare lo stato degli atti avanzati agli organi della
magistratura.
La lettera. Nessun appello alle istituzioni è tuttavia giunto questa volta da via
Pesaro, dove si è tenuta l'assemblea dei
cittadini. Nessuna richiesta di intervento a Sindaci, Prefetti o Forze
dell'Ordine. Questa volta gli abitanti del quartiere hanno rivolto una lettera
a quello che viene identificato come la prima forza del Pigneto: il signor Trafficante. "Le scriviamo
queste nostre righe per porgerle sommessamente le nostre più sincere scuse - inizia la lettera - Noi donne e
uomini del Pigneto, quando più di un anno fa
abbiamo visto il nostro territorio, divenire una delle più grosse piazze di spaccio di Roma, abbiamo avuto
l'ingenua presunzione di poterlo impedire. Soltanto un generico appello del
sindaco al Prefetto a cui è seguita l'ennesima sporadica militarizzazione del
Pigneto ... per le politiche sociali, per affrontare alla radice i problemi,
zero risorse ... Siamo sicuri - chiude la lettera - che Lei potrà, se vuole,
disporre i suoi sottoposti affinché svolgano la l'attività di spaccio in modo
urbano e non violento, salvaguardando l'incolumità di noi abitanti che in
cambio ci impegneremo attivamente per non recare intralcio, come si conviene ad
un territorio "pacificato".
La notizia di reato appare infondata. Una lettera dal tono sarcastico e amareggiato,
così come amara è stata la constatazione dell'Avvocato Alessandro Iannelli sugli esiti dell’esposto: "Ad ottobre
dell'anno scorso abbiamo presentato una denuncia per raccontare lo stato di
abbandono del quartiere, non solo quindi in merito allo spaccio, ma anche in
riferimento al fenomeno del piccolo degrado che porta paura negli abitanti del
quadrato compreso fra via Macerata e via Pesaro. A distanza di un anno la
Procura ha richiesto l'archiviazione perché la notizia di reato appare
infondata, evidenziando quindi un'assenza del reato stesso a fronte di oltre
150 arresti operati fra gennaio e settembre di questo anno legati ai fatti da
noi denunciati. In merito il GIP ha ritenuto presente la attività delittuosa,
ma tuttavia ha sottolineato come gli autori della stessa restino ignoti,
archiviando di fatto la nostra denuncia. Non resta – chiude Iannelli - che il
nostro ricorso per omissione in atti per la mancata notifica alle parti della
richiesta di archiviazione del procedimento”.
Oltre la militarizzazione. “Bisogna seguire i soldi – aggiunge Riccardo Quintilli fra i promotori
della iniziativa cittadina – Quando abbiamo parlato chiaramente di una malavita
organizzata con le Istituzioni ci è stato invece risposto che al Pigneto la criminalità
è disorganizzata. Eppure insieme alla associazione Da Sud abbiamo scoperto che
dietro lo spaccio del quartiere si nascondono potenti famiglie romane legate
alla criminalità”. “Siamo tristi per la militarizzazione – prosegue Daniele Lauri, un
altro fra gli organizzatori della serata – Non vogliamo solo militari, ma anche
e soprattutto operatori sociali che possano risolvere i problemi”. Dello stesso
avviso anche Vincenzo Guerriero di
Presa Diretta che presentando il video “L’erba del Pigneto” ha sottolineato
come lo stesso “è servito a capire se ci sono politiche di contrasto che abbiano
prodotto qualche risultato mentre il Pigneto paga un alto prezzo di
tranquillità sociale”.
Momenti di tensione. Quasi al termine della proiezione del video ci
sono stati dei momenti di tensione quando una persona che alcuni presenti hanno
detto essere stata mandata appositamente da chi lo spaccio lo gestisce, ha
spintonato con alcuni fra gli spettatori, venendo poi allontanata dopo pochi
minuti. “Non dobbiamo cadere nelle provocazioni – ribadisce ancora Quintilli –
perché dove girano interessi ci sono persone che non vogliono vedere i problemi
risolti”. Un riferimento chiaro al Sig. Trafficante della lettera.
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