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URBANISTICA
04 Novembre 2014
Giuseppe Gerace, presidente del II Municipio
Si è tenuto ieri sera, nella Stazione Tiburtina, il primo
dei tre incontri programmati dal presidente del Municipio Roma II, Giuseppe
Gerace, nel rispetto di un progetto che ha preso forma nell'Università "La
Sapienza", chiamato Laboratorio
Urbanistico Partecipato, che ha lo scopo di coinvolgere i cittadini nei
progetti di riqualificazione urbanistica. Progetto abbracciato dal II Municipio
con l'intenzione di rendere partecipe la cittadinanza in quelle che saranno le
decisioni in merito alla riqualificazione del piazzale ovest della stazione
Tiburtina e in particolare, dei due chilometri di tratta dismessa della
tangenziale che va dalla Stazione alla Batteria Nomentana. Come forse non tutti
sanno, le idee emerse nei mesi precedenti in merito al futuro di questi due
chilometri di vecchia tangenziale, hanno riaperto anche la discussione
sull'abbattimento della sopraelevata davanti la stazione. Abbattimento che era
stato già previsto ed inserito nel progetto di RFI di rifacimento della
Stazione e che, seguito passo dopo passo dall'amministrazione dell'allora terzo
municipio e dalla cittadinanza stessa, era stato approvato. La rimessa in
discussione di tale opera ha fatto si che i cittadini residenti si rimettessero
in moto, ottenendo non di più di un mese fa, proprio dal Presidente Gerace, la
certezza dell'abbattimento della sopraelevata. Un'ulteriore conferma in questa
direzione è stata data ai cittadini, proprio nella riunione di ieri sera, anche
da RFI, nella persona dell'ing. Botta, il quale ha confermato la pubblicazione
a breve del bando per la concessione in appalto di tale opera. Pubblicazione
che, come da legge, durerà 52 giorni, dopodiché si procederà ad assegnare la
gara in base al criterio del miglior offerente. Se tutto procederà senza
intoppi, da settembre 2015 potranno iniziare i lavori di abbattimento che
dureranno non meno di un anno. Dopodiché si potrà procedere alla
riqualificazione del piazzale e della tratta che costeggia la stazione fino a
Batteria Nomentana.
Nel consiglio municipale del 30 settembre durante il quale era stato annunciato ufficialmente il
via libera per l'abbattimento della sopraelevata, il presidente Gerace aveva confermato
la sua intenzione di rendere partecipi i cittadini in questo progetto di
riqualificazione. Coinvolgimento atto a creare "la migliore sintesi"
fra le diverse volontà. Per questo, ieri sera, è stato dato il via al primo dei
tre incontri dai quali dovrà prendere forma un progetto condiviso. Primo step
dal quale è emerso con chiarezza il fatto che non sia stata affatto
abbandonata, né dall'amministrazione capitolina né da quella municipale,
l'ipotesi di realizzare giardini agronomici dei quali tanto si è discusso in
questi mesi. I tanto chiacchierati orti urbani, così chiamati e così conosciuti
dalla cittadinanza, che avevano destato l'interesse del sindaco Marino e che
erano stati la causa del blocco del progetto di abbattimento, occupano ancora
la pole position fra le proposte di riqualificazione. L'associazione Res,
Ricerca Educazione e Scienza, col suo presidente Raffaella Morichetti e con
l'architetto firmatario di questo disegno, Natalie Grenon, erano presenti
all'incontro di ieri sera e hanno provato, nella disapprovazione dei presenti,
a esporre i punti focali di tale progetto, chiaramente non voluto dalla
cittadinanza. Cittadinanza che si oppone per due motivi principali. "Il
quartiere della stazione Tiburtina - dichiara Nella Vecchia presidente del
comitato Rinascita Tiburtina - non ha
bisogno di nuove aree verdi , piuttosto di investire per riqualificare quelle
già esistenti che versano in stato di abbandono e degrado come l'ex ittiogenico." Seconda
motivazione e non per importanza, è il fatto che il progetto di Res non prende
forma attraverso una gara pubblica, non per ora almeno. Per questo i cittadini
vi si oppongono a spada tratta e compatti, unanimi, sono decisi ad andare fino
in fondo per far prevalere la volontà dei residenti su quella dei salotti
mondani della capitale, dove, secondo quanto emerso, avrebbe bruciato le tappe
il progetto degli orti urbani. Ancora due incontri sono previsti entro l'anno nel
rispetto del Laboratorio Urbanistico
Partecipato, dopodiché vedremo per chi sarà migliore la sintesi che emergerà.
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