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la mostra
06 Novembre 2014
"Riunione di bevitori", di Bartolomeo Manfredi
Siamo abituati a pensare
alla città di Roma come ad un capolavoro poliedrico, frutto di
epoche, di stili, di architetture ardite, di opere faraoniche tutte
differenti ma che nel corso dei millenni le hanno dato lustro e
prestigio. Siamo abituati soprattutto a pensare che la Città eterna
sia sempre stata un angolo dorato e luminoso del creato.. ed invece,
come direbbe il famoso proverbio non è tutto oro ciò che
luccica: parallelamente alla città delle luci, Roma ha
sviluppato nel tempo anche un lato oscuro, un lato fatto di ombre e
di vizio che, nel periodo barocco specialmente affascinò l’operato
di pittori di grido, i quali tradussero questo lato oscuro in opere
non sempre conosciute, ma di sicuro apprezzabili e ricche di spunti.
Così, l’Accademia di Francia di Roma ha colto la palla al balzo
presentando, lo scorso 6 ottobre, la mostra I bassifondi del
Barocco. La Roma del vizio e della miseria, che resterà aperta
fino al 18 gennaio 2015. Ospitata presso le Grandes Galeries di Villa
Medici, la Mostra è curata da Francesca Cappelletti, professore di
storia dell’arte moderna dell'Università degli Studi di Ferrara e
Annick Lemoine, responsabile del dipartimento di Storia dell'arte
dell'Accademia di Francia a Roma e professore all’Università di
Rennes 2.
Voluto nel solco della collaborazione iniziata tra tra
l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e il Petit Palais,
Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris (dove l’evento farà
tappa successivamente, precisamente dal 24 febbraio al 24 maggio
2015), il percorso espositivo presenta oltre cinquanta opere,
realizzate in un arco temporale che copre tutta la prima metà del
seicento e che, come accennato, vede tutta una trasversalità di
artisti europei impegnati come protagonisti. Così, dall’Italia
alla Spagna, dalla Francia alle Fiandre, passando per l’Olanda,
l’esposizione si apre al visitatore come un ideale convegno di
grandi firme: Claude Lorrain, Valentin de Boulogne, Jan Miel,
Sébastien Bourdon, Leonaert Bramer, Bartolomeo Manfredi, Jusepe de
Ribera, Pieter van Laer, solo per citarne alcuni. Il novero di
riferimento è naturalmente l’area caravaggesca, che è stata ai
tempi quella più incline a raccontare e quasi fotografare la
realtà dell’epoca, senza però tralasciare l’importante
contributo dei bamboccianti che raccontano su tela la vita nella
campagna romana e dei paesaggisti naturalizzati italiani: una realtà
non bella, fatta di vita notturna e di miseria, ricomposta come in un
puzzle grazie al contributo di musei europei e collezioni private. La
Mostra è aperta dal martedì alla domenica dalle ore 11.00 alle
19.00. Il Biglietto è comprensivo di visita guidata di Villa Medici
e giardini adiacenti. L’ultimo ingresso alle ore 18:30 e vi è
possibilità di visita guidata tutti i martedì, mercoledì, venerdì,
sabato e domenica alle ore 17.00 (per i visitatori di lingua
francese) ed alle ore 17.45 (per i visitatori di lingua italiana).
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