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inaugurazione
01 Dicembre 2014
L'interno della Cattedrale di Gaeta
E’ destinata a continuare la
novella “epoca d’oro” che la rinata Cattedrale di Gaeta sta vivendo da qualche
mese a questa parte: l’edificio sacro, millenaria testimonianza di Fede, di
Arte e di numerorissimi accadimenti storici, rimasta chiusa per lungo tempo e
recentemente riaperta e riconsacrata al termine di un complesso quanto ardito
intervento di restauro che ne ha riportato in luce le antiche testimonianze
lapidee paleocristiane e medioevali, è ora al centro di un evento che rilancia
all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale gli eventi storici di cui la
città venne fatta oggetto in pieno Risorgimento, quando da queste parti si
compì l’unificazione politica dell’Italia. Nel pomeriggio dello scorso sabato
29 novembre infatti, è stato finalmente inaugurato un sacrario destinato a
tramandare ai posteri la memoria dei soldati borbonici caduti appunto durante
l’Assedio di Gaeta. I fatti ebbero luogo tra il settembre 1860 ed il febbraio
1861 quando Francesco II e Maria Sofia, ultimi Sovrani delle Due Sicilie,
preferirono raggiungerere via mare la cittadina di Gaeta, allora estrema
propaggine del domini borbonici, pur di evitare che la capitale partenopea
fosse esposta al rischio di pesanti bombardamenti. Il Regno di Napoli nel
frattempo era stato in buona parte perduto, in quanto conquistato dai mille
guidati da Garibaldi, cui nel frattempo si erano aggiunte le truppe piemontesi
invadendo i territori dello Stato Pontificio. Gaeta e Capua erano ai tempi i
capisaldi di due fortezze militari duosiciliane da cui sarebbe dovuta partire
ed essere coordinata una controffensiva sulla linea tracciata dai fiumi
Volturno e Garigliano, allo scopo di ricacciare indietro gli invasori e
guadagnare terreno. Le cose andarono diversamente: Gaeta finì per diventare,
con la fortezza di Civitella del Tronto in Abruzzo e la fortezza di Messina in
Sicilia, l’ultimo baluardo di una strenua resistenza in cui centinaia di
soldati semplici, pur vedendo la propria Patria ormai caduta in mano
piemontese, decisero di coprire di gloria definitivamente sé stessi e la Corona
borbonica sacrificando le proprie vite sotto massicci e spietati bombardamenti
nemici. La storia dei vinti però finora non aveva reso a questi temerari
l’onore delle armi ed i loro resti erano finiti in diverse sepolture presso
svariate zone della città. Con questo atto, voluto fortemente dalla Delegazione
Vicaria del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, storicamente
legato a Casa Borbone-Due Sicilie, si è proceduto così creare un unico
Memoriale, con cui non solo ricucire uno strappo storico ed illustrare
ulteriormente la Chiesa Cattedrale gaetana (il sacrario infatti è stato situato
nei pressi delle tombe dei Santi Erasmo e Marciano, Patroni della Città), ma va
anche rendendo doverosa giustizia ad alla Storia locale e nazionale,
garantendone una più esatta ricostruzione ed una più obiettiva attenzione sul
piano storico, culturale ed umano.
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