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FONDI UE
04 Dicembre 2014
Risale a due anni fa il progetto approvato e finanziato da
UE, con il quale l'Italia è stata inserita in un discorso di cooperazione e
sviluppo nell'euro - mediterraneo. Un progetto di governance che utilizza la
realizzazione di orti urbani come strumento di sviluppo locale, di risoluzione
di problematiche sociali e soprattutto di cooperazione fra Stati. Come
accennato si tratta di un progetto
che abbraccia l'Europa del Mediterraneo, Italia e Spagna quindi, ma che
non esclude gli Stati non europei del Mediterraneo, come Tunisia e Giordania. Per
il nostro Paese è stata scelta Roma come città nella quale verranno investiti i
due milioni di euro stanziati dall'UE per la realizzazione di orti urbani. Tre
i municipi della Capitale che ne godranno, il secondo, il quarto e il nono.
Ieri sera nella sala cittadina di via Boemondo, nei pressi della stazione
Tiburtina, è stato presentato quello per il Municipio Roma II. Ad aprire la
conferenza, l'assessore all'ambiente dello stesso municipio secondo, Emanuele
Gisci che ha presentato i tecnici del progetto Sidig-Med col quale si
realizzeranno, da qui a un anno, i tre programmi agricoli previsti per la
Capitale. L'agricoltura, come si evince chiaramente dai vari interventi
ascoltati, è stata individuata dall'UE come dai realizzatori del Sidig-Med,
come il mezzo attraverso il quale ottenere sviluppo del territorio e
integrazione marginalizzati. Sidig-Med infatti, intenderà impiegare nella
coltivazione di queste parcelle agricole, associazioni di persone
marginalizzate che attraverso il lavoro della terra potranno superare le loro
difficoltà. Non a caso infatti, per il secondo municipio, la location scelta è
Villa Glori, a ridosso della sede Caritas che farà da principale partner
all'iniziativa. Un'area di 24 metri quadrati che sarà divisa in 16 parcelle,
ciascuna delle quali affidata alla gestione di una diversa associazione, così
da creare cooperazione e riscoprire valori ormai persi. Le comunità di esclusi,
quindi, saranno le principali beneficiarie di questa attività pilota che,
ovviamente, avrà come destinatari tutti coloro i quali intenderanno diventare
consumatori di questi prodotti biologici e a chilometro zero. La tradizione
degli orti urbani di cui in questi ultimi anni si sente tanto parlare, nasce
nell'Europa del nord come attività per anziani e pensionati. Tradizione che in
Italia ha attecchito solo al nord, senza riuscire mai a superare la pianura
Padana. A Roma invece l'agricoltura finora è stata vissuta soprattutto come
alternativa alla speculazione edilizia. Sul territorio della Capitale esistono
ben 150 aree adibite ad orti: si tratta di aree pubbliche destinate a servizi e
salvate da cittadini di buona volontà. Gli orti urbani inseriti nel progetto di
Sidig-Med sono un'altra cosa. Esiste una regolamentazione ben precisa per
quella che è la denominazione "orti urbani". Regolamentazione nella
quale Roma Capitale intenderà inserire anche i lotti finora coltivati senza
criteri regolamentari. Anche l'Università LUISS nei suoi progetti di governance
sperimentale, propriamente Lab. Gov., ha inserito quello degli orti urbani.
L'Università romana, proprio lo scorso 26 novembre, ne ha inaugurato uno nella
sede di vale Romania sul quale i 30 studenti facenti parte del progetto, stanno
lavorando analizzandone i vari aspetti ed eventuali conflitti in materia di
sviluppo. La speranza di Sidig-Med è che quello degli orti urbani non resti una
soluzione alle emergenze, ma possa invece diventare prassi a Roma come in altre
città.
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