Cerca
LA NOVITA'
10 Dicembre 2014
Giuseppe fugge dalla moglie di Putifarre (fonte corriere.it)
Sono
tra le primizie del Rinascimento italiano, che tutto il mondo ci invidia: concepiti
per stare insieme, torneranno presto ad esserlo, dopo circa centocinquant'anni
di separazione. Stiamo parlando dei magnifici venti Arazzi medicei che, dal
prossimo mese di gennaio, saranno in mostra a Roma, tutti assieme. E sarà la
prima “reunion”: nati infatti a partire dall’anno 1545 grazie ad una
commissione ben precisa di quel motore propulsore delle Arti quale fu Cosimo I
de Medici, vennero dapprima disegnati da Pontormo e Bronzino per poi essere
tradotti su tessuto dai maestri d’Arte fiamminga calati in Toscana apposta
dalle Finadre: Jan Rost e Nicolas Karcher. Insomma, un vero e proprio team
internazionale dell’Arte di quei tempi, che rivestì il Salone de' Dugento in Palazzo Vecchio a Firenze - restaurato di recente - con narrazioni della vita di Giuseppe l’ebreo,venduto dai
fratelli, finito in schiavitù in Egitto ed infine diventato vice-re grazie alle
proprie doti, perdonando inoltre i fratelli all’indomani del loro trasferimento
in Egitto a causa di una grave carestia. Oltre tutto, pur raccontando tutto
questo attraverso la raffinatezza degli arazzi, l’opera finì per celebrare
indirettamente la potenza politica di Cosimo de Medici – il quale vedeva nella
figura biblica di Giuseppe molte analogie con sé stesso - oltre che il suo
mecenatismo artistico. In tale collocazione, gli arazzi medicei finirono per
attraversare indisturbati i tre secoli successivi fin quando, nel 1886,
conclusa l'unità politica della penisola, Casa Savoia ne ordinò la separazione
e così essi presero strade diverse: dieci rimasero a Palazzo Vecchio, mentre
altri dieci finirono a Roma, ad adornare quel Palazzo del Quirinale che, circa
quindici anni prima, era divenuto la Reggia dei sovrani sabaudi a seguito della
presa di Roma. Al fine di poterli ammirare nuovamente nella loro conformazione
basica, si è proceduto dapprima con un restauro, voluto dal main sponsor Gucci
e finanziato attraverso gli introiti del Gucci Museo, ed a cui hanno
partecipato anche Poste Italiane, la Cassa di Risparmio di Firenze e la
Fondazione Bracco, già nota quest’ultima per aver finanziato il restauro della
Galleria di Alessandro VII al Quirinale, nel 2011. Dunque Roma, e più
propriamente la Sala dei Corazzieri del Quirinale come prima, splendida
location di questo ricongiungimento.. ma sarà solo la prima di tre tappe: dopo
la Città eterna, i venti arazzi verranno spostati presso il Palazzo Reale di
Milano, dove resteranno dall’aprile al settembre 2015, in occasione dell’Expo,
per poi chiudere naturalmente il ciclo presso il Salone de' Dugento del Palazzo
Vecchio di Firenze tra il settembre ed il gennaio 2016. Ce ne sarà di tempo,
quindi, per mostrare una nuova e ritrovata meraviglia italiana agli occhi
incantati del mondo.
EDICOLA DIGITALE
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni