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Tangenziale est
14 Gennaio 2015
La lettera che il presidente del secondo municipio, Gerace, ha inviato nel settembre 2013 al sindaco Marino
Ieri sera nella sala cittadina di via Boemondo, stazione
Tiburtina, è andato in scena il secondo atto del percorso partecipativo per la
riqualificazione della circonvallazione Nomentana. Percorso, ricordiamo, per il
quale il secondo municipio ha chiesto la mediazione dell'Università "La
Sapienza" dipartimento Scienze Sociali. Percorso da svilupparsi su tre step,
il primo dei quali in scena nel mese di dicembre che ha visto la presentazione dei progetti di
riqualificazione; il secondo, quello di ieri sera, l'esposizione del parere dei cittadini in merito agli stessi.
Facciamo un passo indietro. Ricordiamo che i progetti di riqualificazione
attualmente in essere sono quattro. Il primo, quello del comune di Roma, il
secondo, quello del Dipartimento Pianificazione e Design dell'università
"La Sapienza", quindi il progetto presentato dall'associazione Rinascita
Tiburtina, progetto realizzato minuziosamente in base ai pareri e alle
esigenze degli abitanti della
stessa circonvallazione e, infine, il progetto/non progetto dell'associazione
Res, che continua a portare avanti la proposta dei giardini agronomici. Progetto/non
progetto perché il suddetto studio, ad onor del vero, non ha ancora presentato
un vero e proprio elaborato per la riqualificazione della vecchia tangenziale,
ma solo l'espressa volontà di trasformarla in area verde. I primi tre citati
hanno un elemento in comune, ovvero mantenere la circolazione sulla vecchia
tangenziale, declassata a strada cittadina. L'ultimo, quello dello studio Res
invece, vorrebbe chiudere al traffico i due chilometri di strada fra la
stazione Tiburtina e batteria Nomentana, realizzandovi i cosiddetti giardini
agronomici. Ciò che è emerso chiaramente dalla tavola rotonda di ieri sera è
che nessuno vorrebbe la chiusura al traffico della circonvallazione, pur
evidenziando le criticità in essere e che andrebbero ad aumentare col
restringimento della carreggiata, frutto dei mancati svincoli della nuova
tangenziale, in particolare quello di via Lanciani, oltretutto previsto nel
contratto tra Comune, Rfi e Ministero dei Lavori Pubblici concluso nel lontano
2000. Posto ciò, questo progetto partecipativo che vedrà il prossimo mercoledì
21 gennaio la sua conclusione, dovrebbe far emergere la volontà dei cittadini,
ovvero quale fra i progetti presentati gli abitanti vorrebbero si realizzasse. Dopodiché?
Un'amara verità è emersa proprio ieri sera dal vice presidente del secondo
municipio, Emanuele Gisci. Il Municipio Roma II non ha i fondi necessari per
realizzare qualsivoglia progetto. Bisognerà battere cassa a Roma Capitale e
possiamo immaginare, vista la situazione in cui versano le finanze capitoline, la
risposta. E allora viene d'obbligo domandarsi il perché si è data vita a questo
percorso partecipato, perché si è chiesto il coinvolgimento dei cittadini per
una riqualificazione che, con grande probabilità, non potrà essere compiuta nei
prossimi anni. C'è un progetto, fra i quattro presentati, che potrebbe essere
realizzato con i fondi dell'Unione Europea, senza per questo andare a gravare
sulle casse cittadine e che, perciò, potrebbe essere attuato con più facilità.
Si tratta di quello dello studio Res. I giardini agronomici troverebbero il
sostegno dell'Europa in un percorso di sostenibilità ambientale. Non
dimenticando la lettera che il presidente del secondo municipio, Giuseppe
Gerace, ha inviato nel settembre 2013 al sindaco Marino, del quale
ripubblichiamo una copia, lasciamo a ciascuno le proprie conclusioni.
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