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lavoro
14 Gennaio 2015
L’ultimo incontro con l’assessore
Estella Marino i 48 dipendenti licenziati dalla Roma Multiservizi
l’avevano avuto a un passo dalla vigilia di Natale. Non fu
risolutivo, ma in tale occasione la Marino assicurò che
nell’appuntamento odierno a Porta Metronia (sede dell’assessorato)
qualcosa sarebbe sostanzialmente cambiato. Per verità, a sentire gli
stessi lavoratori messi alla porta in estate con un sms, la promessa
sarebbe stata di chiudere definitivamente la partita. Così non è
stato, ma qualche novità si è profilata all’orizzonte.
All’incontro di oggi, definito
“chiacchierata informale” più che un incontro ufficiale fra le
parti in causa, hanno partecipato anche l’AD di AMA Fortini e il
presidente della Roma Multiservizi Torreti. Proprio da loro è giunta
una notizia che, se confermata, potrebbe rasserenare i 48 ex
dipendenti: Fra oggi e domani il cda di AMA dovrà votare un nuovo
progetto (che Fortini da quasi per certo) da presentare
all’assessorato. Se l’esito fosse positivo, già martedì
prossimo si potrebbe confermare la possibilità di riassumere ex novo
i licenziati, da destinare interamente allo stesso progetto in esame
in queste ore, a tempo indeterminato e per 12 mensilità. A questo
punto si pongono due problemi: l’orario di lavoro sarebbe decurtato
di circa il 15% rispetto ai precedenti contratti, e al contempo si
ritiene quasi assodato che non sarà possibile salvaguardare i
livelli occupazionali, con salti di uno o due livelli a seconda delle
mansioni e una conseguente riduzione dello stipendio che si
aggirerebbe fra i 40 e i 100 euro di media. Appare dunque evidente
che quella di oggi, che la Marino definisce “la migliore delle
proposte possibili”, non riesce comunque a pareggiare le precedenti
condizioni lavorative dei 48 ex dipendenti.
C’è però una prospettiva di
miglioramento che potrebbe verificarsi a Marzo (dando sempre per
scontato il buon esito del progetto AMA, s’intende): in quel mese
si voterà il bilancio comunale 2015. Secondo le promesse fatte da
buona parte della maggioranza (e trasversalmente da PD a SEL passando
per la lista civica di Ignazio Marino), c’è l’intenzione di
inserire nel capitolo relativo altri 300.000 € per poter
compensare, d’accordo con l’azienda, le restanti ore settimanali
escluse dall’attuale accordo. Ciò significherebbe che i lavoratori
potrebbero ritornare allo stesso orario lavorativo del precedente
contratto, anche se con uno/due livelli in meno. Allo stato attuale è
tutto “a voce”, non c’è nulla di scritto e parlare del
bilancio capitolino senza conoscere neanche l’esito del progetto è
prematuro. Ci vorrà martedì 20 gennaio per avere un quadro più
chiaro. Alcuni degli ex dipendenti, sentiti a margine dell’incontro,
si sono detti preoccupati all’idea di accettare questo accordo,
perché persiste il rischio che il bilancio 2015 non trovi spazio per
quell’aumento di 300.000 necessario a stabilizzare i contratti.
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