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Nel 2016
13 Marzo 2015
La giornata che va a concludersi si preannunciava come una di quelle giornate speciali, dedicate agli auguri, agli impegni – e magari anche ai primi bilanci – per Papa Francesco. Proprio oggi infatti cade il secondo anniversario dell’elezione dell’argentino Jorge Mario Bergoglio a duecentosessantaseiesimo Successore di Pietro. E pure in questa giornata, già di per sé speciale, Papa Francesco non ha cessato di stupire il mondo: il suo ultimo, incredibile pronunciamento solo poche poche ore fa quando, nel corso della celebrazione penitenziale all’interno della Basilica vaticana, ha indetto un Anno Santo straordinario, con decorrenza dal dicembre 2015 fino al novembre 2016. Stupore disarmante tra i fedeli che via via, in queste ore, stanno apprendendo la notizia lasciando spazio, dopo il primo e comprensibile sconcerto, ad un indubbio entusiasmo. E si riaccendono i riflettori su uno dei momenti forti con cui la Chiesa Cattolica, fin dal XIV secolo, chiama periodicamente a raccolta nella Città Eterna i cristiani provenienti dal mondo intero.
Giubileo: una radice millenaria. Molti pensano che il Giubileo sia
una trovata medievale che la Chiesa Cattolica porta avanti a scadenze più o
meno regolari. In realtà di scadenze ce ne sono ma il concetto di giubileo ha
una radice antichissima, che valica millenni di storia, compresa la stessa
genesi della Chiesa Cattolica, per attestarsi anzitutto all’interno della
tradizione religiosa ebraica, dove il Giubileo ricorreva ogni cinquant’anni,
nell’ambito dei quali – in ossequio alle prescrizioni bibliche (Levitico 25, 10-13)
– avveniva la restituzione delle terre agli antichi proprietari, la liberazione
degli schiavi, il riposo della terra e la remissione dei debiti. Un anno
straordinario dunque rispetto al normale ciclo cronologico, che con l’avvento
del cristianesimo venne ereditato da quest’ultimo, trasformandosi in un evento
maggiormente improntato alla spiritualità ed incentrato sul perdono dei peccati
mediante una indulgenza aperta a tutti, capace di ristabilire un contatto non
solo con Dio ma anche con il prossimo. Il primo a rilanciare questo evento, in
chiave cattolica, fu Papa Bonifacio VIII (Benedetto Caetani, 1230-1303) il
quale, all’alba del XIV secolo indisse un Anno Santo dove tutti i fedeli che
avrebbero raggiunto Roma avrebbero ricevuto la remissione completa dei peccati:
inizialmente prefissato ad una scadenza centenaria, poi ridotta a cinquant’anni
nel 1350 e successivamente abbassata a trentatrè anni (sulla scorta degli anni
di vita di Cristo), fu finalmente stabilito alla consueta cadenza di
venticinque anni, nel 1475. E tale prescrizione è stata sempre rispettata,
eccenttuando gli anni 1800 e 1850 (dove le turbolenze napoleoniche prima, ed il
tardivo rientro dall’esilio del Beato Pio IX poi, non permisero la celebrazione
dell’evento). A partire dal XVI secolo inoltre, i Pontefici succedutisi sul
soglio di Pietro non disdegnarono nemmeno di celebrare Anni Santi straordinari
(cioè indetti al di fuori delle date tradizionali): predecenti illustri furono l’Anno
Santo straordinario della Redenzione, celebrato nel 1933 da Papa Pio XI ed il
più recente Anno Santo straordinario della Redenzione, avutosi nel 1983 grazie
a San Giovanni Paolo II. In tutto, ventisei appuntamenti giubilari, cui succederà
dal prossimo dicembre quest’ultimo, il ventisettesimo, indetto da Papa
Francesco. Riti simbolici che accompagnano la celebrazione del Giubileo sono
l’apertura e la chiusura delle Porte Sante presenti nei portici delle quatro
Basiliche maggiori di Roma (dapprima quella di San Pietro in Vaticano, cui
seguono San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore),
quale momento in cui si esprime maggiormente l’avvio e la conclusione del tempo
di riconciliazione.
I primi sviluppi dell’annuncio. Papa Francesco ha voluto dare fin dall’avvio del suo
pontificato, esattamente due anni fa, un fortissimo impulso al tema della
Misericordia di Dio. Più volte si è soffermato su di essa, dal primo Angelus
(17 marzo 2013) fino al recentissimo messaggio per la Quaresima 2015. Proprio
all’avvio del tempo quaresimale, Bergoglio aveva preannunciato l’iniziativa di
una ventiquattrore legata al tema della riconciliazione e della penitenza, da
celebrarsi nella giornata di oggi.
E proprio nel corso di questa celebrazione,
il Papa ha lasciato i presenti col fiato sospeso, annunciando l’evento
giubilare che è stato immediatamente accolto dai presenti con uno scrosciante
applauso. “Ho deciso di indire un Giubileo straordinario – afferma Francesco - che
abbia al suo centro la misericordia di Dio. Questo Anno Santo inizierà nella
prossima solennità dell'Immacolata Concezione e si concluderà il 20 novembre
del 2016, domenica di Nostro Signore Gesù Cristo, re dell'universo e volto vivo
della misericordia del Padre". Il Papa ha successivamente incalzato
“"Nessuno può essere escluso dalla Misericordia di Dio, tutti conoscono la
strada per accedervi e la Chiesa è la casa che tutti accoglie e nessuno
rifiuta. Le sue porte permangono spalancate, perché quanti sono toccati dalla
grazia possano trovare la certezza del perdono. Più è grande il peccato e
maggiore dev'essere l'amore che la Chiesa esprime verso coloro che si
convertono. Sono convinto - ha concluso Bergoglio - che tutta la Chiesa potrà
trovare in questo Giubileo la gioia per riscoprire e rendere feconda la
misericordia di Dio, con la quale tutti siamo chiamati a dare consolazione a
ogni uomo e ogni donna del nostro tempo. Lo affidiamo fin d'ora alla Madre
della Misericordia, perché rivolga a noi il suo sguardo e vegli sul nostro
cammino". Ora il prossimo passo sarà la preparazione pratica del Giubileo,
che Papa Francesco ha voluto affidare immediatamente al Pontificio consiglio
per la promozione della nuova evangelizzazione “perché possa animarlo come una
nuova tappa del cammino della Chiesa nella sua missione di portare a ogni
persona il vangelo della Misericordia”. Prima di questo passaggio però avverrà la
pubblicazione della bolla di indizione, che sarà resa nota il prossimo 12
aprile, domenica in albis, consacrata da Papa Wojtyla alla Divina Misericordia
proprio a partire dall’Anno Santo 2000.
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