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Roma Capitale
11 Giugno 2015
L’ondata di manifestazioni per la
rivendicazione e la riaffermazione dei diritti sociali, che in questi giorni
sta attraversando le strade della capitale, continua inarrestabile: mentre
sabato 13 giugno andrà in scena il clou del Roma Pride, con il corteo che
sfilerà in pieno centro accompagnato dal sindaco e dalla giunta capitolina, già
si profila al termine della settimana successiva una nuova manifestazione,
stavolta però di segno totalmente opposto. Sabato 20 giugno infatti scenderanno
in piazza le famiglie, genitori e figli, nell’ambito di una più grande mobilitazione
nazionale. Questa manifestazione pro-famiglia si aprirà alle ore 15.30; essa è promossa
dal comitato "Difendiamo i nostri figli" a cui aderiscono personalità
provenienti da diverse associazioni, tra i quali Simone Pillon, Giusy D'Amico,
Gianfranco Amato, Toni Brandi, Filippo Savarese, Costanza Miriano, Mario Adinolfi,
Jacopo Coghe, Maria Rachele Ruiu, Paolo Maria Floris, Alfredo Mantovano, Nicola
Di Matteo ed il neurochirurgo Massimo Gandolfini, portavoce del comitato. Sarà
un momento in cui verrà ribadita l’importanza dell’istituzione matrimoniale
naturale, fondata sull’unione tra l’uomo e la donna, nonché la riaffermazione e
del diritto dei più piccoli ad avere una figura genitoriale materna ed una
paterna. Per gli organizzatori il bambino, in quanto soggetto debole e
sensibile, deve “crescere con mamma e papà – e per tale ragione - vogliamo
difendere la famiglia naturale dall'assalto a cui è costantemente sottoposta da
questo Parlamento, vogliamo difendere i nostri figli dalla propaganda delle
teorie gender che sta avanzando surrettiziamente e in maniera sempre più
preoccupante nelle scuole”. Quest’ultimo passaggio è particolarmente caro alla
sensibilità delle famiglie che si rifanno ai principi della dottrina cattolica,
recentemente riaffermati dai pronunciamenti di Papa Francesco (che definisce l’insegnamento
gender “un errore della mente umana”). Le famiglie cattoliche infatti hanno già
preannunciato una partecipazione massiccia e significativa. I promotori ad ogni
modo hanno ribadito che la mobilitazione nazionale non è aperta ai soli
credenti ma è estesa anche a tutti gli uomini di buona volontà, laici e non
credenti che ritengono di opporsi ai recenti progetti di legge, oltre che alle pratica
limite dell’utero in affitto.
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