Laura Antonelli trovata morta nella sua abitazione di Ladispoli
Aveva settantaquattro anni. Una vita piena di successi e di battute d'arresto: cruciali la sua interpretazione in "Malizia" nel 1973 e l'arresto per droga nel 1991.
22 Giugno 2015
Si è spenta improvvisamente la famosa attrice Laura
Antonelli. Settantaquattro anni il prossimo novembre, l’attrice è stata trovata
riversa a terra nella camera da pranzo della sua casa di Ladispoli, circa 40 km
da Roma: a fare l’agghiacciante scoperta è stata la donna delle pulizie che
intorno alle 8,30 di stamane ha dato l’allarme; raggiunta l’abitazione dagli
operatori del 118 e dai Carabinieri, non si è potuto fare altro che constatare
il decesso dell’attrice. Stando alle dichiarazioni di Roberto Ussia, assessore
ai servizi sociali del comune di Ladispoli, l’attrice avrebbe lasciato scritto
un biglietto in cui chiedeva, nell’eventualità in cui fosse scomparsa, di
rintracciare i fratelli (Claudio, parroco della cittadina, ed un secondo
trasferitosi in Canada), oltre a Lino Banfi e Claudia Koll. A Ladispoli abitava
da circa dieci anni. L'autorità giudiziaria ha stabilito di procedere ad esame
autoptico.
Una vita di alti e bassi. Profondo è il rammarico di tutti
per la perdita di un personaggio che ha segnato la storia del Cinema italiano.
Nata a Pola nel 1941,fu tra i
trecentomila esuli che dovettero fuggire dall’Istria, territorio passato
in mano jugoslava al termine della seconda guerra mondiale. Dopo aver compiuto
gli studi superiori a Napoli ed essersi diplomata in educazione fisica, si
trasferì a Roma con la famiglia, girando il primo film nel 1969 (“Le malizie di
Venere”). Fu poi la volta de “Il Merlo Maschio” accanto a Lando Buzzanca e
“Malizia” film del 1973 in cui Salvatore Samperi la rese famosissima nelle
vesti di una cameriera sexy ed ammiccante. Fu un’interpretazione che rimase
impressa nell’immaginario collettivo e che lanciò la Antonelli nell’olimpo delle
grandi stelle del cinema nostrano. Seguirono anni intensi, in cui l’attrice
collezionò una serie di partecipazioni a pellicole prestigiose. Cruciale ed
inesorabile però sarà lo tsunami giudiziario che la colpi nel 1991 quando,
trovate diverse dosi di cocaina nella sua villa di Cerveteri, venne arrestata.
Gli anni che seguirono furono una verae propria apocalisse giudiziaria, che
stroncò una carriera ormai giunta all’apice del suo successo; l’attrice infatti
fu condannata in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere per spaccio di
stupefacenti. Nove anni dopo, nel 2000, tutto terminò con l’assoluzione da
parte della Corte d'appello di Roma, che la riconobbe consumatrice abituale di
stupefacenti, ma non spacciatrice. La cosa ad ogni modo finì per innescare un’autentica
discesa della china perché nel frattempo la Antonelli era rimasta deturpata da
un intervento di chirurgia estetica finito male ed era caduta in depressione;
tornò alla ribalta un’ultima volta nel 2010 quando Lino Banfi, suo amico
storico, fece un appello all’opinione pubblica per aiutarla, essendo divenuta
una donna sola, abbandonata ed in grosse ristrettezze economiche. Ma lei
liquidò tutti coloro che volessero avvicinarla, asserendo che preferiva essere
dimenticata. Ieri infine, il tragico epilogo di una vita fatta di ascese
vertiginose, così come di rovinose cadute.
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