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Tivoli
25 Giugno 2015
Una veduta di Tivoli-terme
Ruspe in azione ieri presso strada
Cesurni, nell’area dell’ex polverificio Stacchini di Tivoli Terme. Un campo rom
è stato completamente sgomberato attraverso un allontanamento agevolato dei
circa centosessanta nomadi che vi erano insediati. Hanno supervisionato i
lavori il Comune e gli operatori sociali, programmando l’allontanamento in
maniera graduale. In tal modo si è giunti alla giornata del 24 giugno dove si è
proceduto all’eliminazione dei
baraccamenti, a partire dalle ore 7: al fine di demolire le strutture messe in
piedi lungo gli anni è stato necessario l’utilizzo delle gru. Era sul posto un
contingente coordinato dal dirigente del Commissariato di Tivoli, dott.ssa
Maria Chiaramonte, composto da personale della Polizia di Stato, Carabinieri,
Polizia Provinciale, Polizia Locale, Volontari Valle Aniene della Protezione
Civile Regione Lazio, e Servizi Sociali, nonché un elicottero dell'Associazione
Fly Roma. L’area occupata abusivamente ed ora liberata ha un’estensione di
circa settanta ettari e prima dell’insediamento dei rom era in totale stato di
abbandono, soggetta a diversi passaggi di proprietà, mai bonificata né adeguatamente
recintata. Ad ogni modo, al momento è stata affidata nuovamente alle società
proprietarie. Quanto alla sorte dei nomadi sfollati, essi sono risultati di
origine siciliana per un numero di circa ottanta individui, mentre gli altri
ottanta, di etnia rumena, sono stati ospitati dall’Amministrazione comunale presso
la scuola di Borgonovo di Tivoli, per poi essere accompagnati presso il
Consolato di Romania in Italia, attivando così la procedura per il rimpatrio in
Romania, attraverso pullman reperito per l’occorrenza. Si tratta molto
probabilmente di un intervento virtuoso, svolto nel pieno rispetto delle procedure
e soprattutto degli occupanti. E quindi c’è già chi attraverso i vari social
network che hanno dato risalto alla notizia, avanza ipotesi circa un’opportunità
di traduzione di tale esperienza sul suolo capitolino e cos’ porre fine in
maniera civile alle diverse situazioni analoghe che negli ultimi mesi hanno
scatenato non poche tensioni tra la popolazione.
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