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presidente Fnsi
10 Luglio 2015
Santo della Volpe (© www.odgroma.it)
Lo ricordiamo tutti come giornalista
in forze al tg3, compito, impeccabile, discreto maestro dell’etica
professionale. E ieri discretamente se n’è andato, in silenzio, a soli
sessant’anni, devastato da una malattia breve ed inesorabile. Santo Della
Volpe, nato a Brescia nel 1955, Giornalista professionista dal 1977, entrò
nella sede Rai di Torino nel 1982, dopo una serie di esperienze in giornali ed
emittenti private, occupandosi immediatamente di cronaca giudiziaria e seguendo
in prima linea i principali avvenimenti dell’epoca, come processi alle
organizzazioni terroristiche, fino agli scandali legati alle tangenti. Già
pluripremiato, a partire dal 1990 legò il suo nome al Tg3, divenendone
successivamente caporedattore per la cronaca nazionale. Inviato speciale per la
medesima testata, fu particolarmente prolifico su un doppio fronte: a livello
nazionale seguì gli sviluppi legati alle stragi di Capaci e di Via d’Amelio, al
processo Andreotti ed all’arresto dei fratelli Brusca. Sul fronte estero seguì
l’evolversi della guerra del Golfo, della guerra civile in Libano e del
conflitto in Kosovo. Sul piano sociale fu attivo presso l’associazione Articolo21”,
di cui fu socio fondatore, interessandosi alla difesa della libertà di stampa.
Ancora, fu vicepresidente di “Libera informazione” nell’ambito di “Libera”, l’organizzazione
legata a Don Luigi Ciotti ed alla lotta contro le mafie, per la quale promosse
seminari di studio ed iniziative di spessore. Dallo scorso gennaio infine,
visti i suoi altissimi meriti, ricopriva la prestigiosa carica di Presidente
della Federazione Nazionale della Stampa. Immenso e trasversale, il cordoglio
di tutti per la sua scomparsa: l’Usigrai lo ha ricordato come “pilastro del
giornalismo” e “punto di riferimento della professione e del sindacato dei
giornalisti”. All’Usigrai ha fatto eco l’Associazione stampa romana, affermando
in una nota che “in una fase difficile della vita associativa e sindacale aveva
deciso di offrire comunque la sua disponibilità, la sua signorilità, la sua
generosità, la determinazione a battersi – e ancora - i resoconti sui processi
per l’amianto di Casale Monferrato sono solo una delle testimonianze più
recenti di un impegno costante, un filo rosso che ne ha attraversato
l’esistenza”. La camera ardente è allestita nella sala Walter Tobagi della sede
romana del Sindacato unitario dei giornalisti italiani - Corso Vittorio
Emanuele 349, a Roma - mentre i funerali verranno celebrati domattina alle 11 nella Basilica di S. Agnese, in via Nomentana.
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