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Roma Capitale
14 Luglio 2015
© - Pagina Facebook "Wanted in Rome"
Sono passati cinque mesi dai
cosidetti “fatti di Piazza di Spagna”, in cui una frangia impazzita di tifosi e
supportes del Feyenoord – in trasferta nella Capitale per via della partita valida
per l'Europa League – si abbandonarono ad una serie di scontri violenti che
andarono ad investire la zona ricompresa tra Piazza di Spagna e l’adiacente
Piazza Mignanelli, a Roma. In quella occasione, come si ricorderà, si ebbe
l’oramai famoso danneggiamento della Barcaccia, opera barocca cui lavorò Pietro
Bernini, padre del più noto Gian Lorenzo ed il cui restauro era terminato
appena due mesi prima. Appena dopo quell’atto gravissimo, che sollevò un’ondata
di indignazione non solo a livello nazionale, le violenze proseguirono anche
sulle Forze dell’Ordine, arrivate a sedare il caos: ora sono chiamati a
risponderne sei cittadini olandesi, rientrati in Olanda, ma per i quali la
Procura capitolina contesta i reati di concorso in resistenza e lesioni a
pubblico ufficiale, mentre i giudici della quinta sezione penale del Tribunale
di Roma hanno accolto che il Codacons si costituisca parte civile a nome di
tutti i cittadini romani. Tuttavia, pur proseguendo col pugno di ferro in
questo che si sta sempre più presentando agli occhi dell’opinione pubblica
italiana ed internazionale come un procedimento “esemplare”, c’è da registrare
che il processo è stato aggiornato a non prima del prossimo 12 gennaio, al fine
di sentire undici uomini tra poliziotti e carabinieri, nonché acquisire un
video da Youtube riguardante le fasi di arresto di un supporter, così come
chiesto dalla difesa. Un lasso di tempo che resta comunque troppo lungo e
durante il quale non mancano di verificarsi episodi analoghi: è di circa
quarantott’ore fa la segnalazione di un gruppo di persone le quali, colte dalla
grande afa scatenatasi negli ultimi giorni nella Capitale, non hanno trovato di
meglio da fare che tuffarsi nelle acque della Fontana dei Quattro Fiumi, in
Piazza Navona. Un episodio che ai più potrebbe sembrare banale, poiché non si
sono registrare conseguenze irreparabili. In realtà si tratta di comportamenti
altrettanto esecrabili, non solo per il fatto di aver interessato un altro
monumento-simbolo della Roma papalina ma soprattutto perché esso fu già oggetto
di una serie di atti vandalici negli anni passati: nel 1997, un uomo si tuffò
nella vasca usando la coda di uno dei mostri marini come trampolino, spezzandola
di netto mentre nell’anno seguente, in circostanze simili, a farne le spese fu
un dito di una delle sculture raffigurate nella vasca. Uno scempio che,
ciclicamente, continua a riproporsi. Così come la stessa dabbenaggine umana.
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