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La notizia
29 Luglio 2015
Una stima dei dati fornita dal sito turismoillegale.com
C’è una realtà nella realtà a
Roma. La prima, quella ufficiale, che corrisponde all’osservato quotidiano,
conta circa 3.500 fra alberghi, ostelli e bed & breakfast. La seconda,
quella conosciuta solo tramite internet e i consigli degli amici che ci sono
stati almeno una volta, ne conta almeno il doppio. Così “le strutture ricettive
diventano più di seimila, con circa quaranta mila posti letto abusivi” e le
parole di Giuseppe Roscioli, Presidente di Federalberghi, non lasciano spazio a
dubbi sul danno economico per la città. Perché se la stima in termini di tasse
evase e mancati introiti, dovesse essere convertita in euro, la cifra annuale si
attesterebbe intorno ai 40 milioni di euro, con un mancato introito che in un
periodo di crisi – anche politica - permetterebbe alla Capitale di respirare
con più tranquillità.
I controlli. Individuare gli illeciti è
facile solo apparentemente. Se lo scorso anno su circa 500 controlli, sono
stati comminati 350 provvedimenti per mancanza dei titoli autorizzativi, nel
2015 la situazione non sembra essere cambiata. Così aumentano le ispezioni dei
carabinieri che d’intesa con Federalberghi Roma, hanno lo scopo di scoprire le
strutture che esercitano un’attività turistico-ricettiva in forma illegale:
strutture, cioè, totalmente abusive - vale a dire prive di idoneo titolo
all’esercizio dell’attività - o parzialmente abusive, in quanto operanti sul
mercato con numeri di posti letto superiori a quanto disposto dal titolo
abilitativo. Solo nella giornata di ieri – per fare un esempio recente - i carabinieri della stazione di S. Lorenzo in Lucina hanno contestato sanzioni
amministrative per un totale di 22.540 euro.
Conti all’estero. Non sempre, però, è
facile individuare chi opera in maniera illecita. Anche perché spesso l’abito
fa il monaco e così le strutture si presentano con brochure, etichette,
recensioni che si inseriscono perfettamente nell’ambito della legalità riuscendo
così a mescolarsi senza troppi problemi nelle realtà alberghiera romana. Quindi
oltre alle denunce che arrivano da privati – poche per le sempre crescenti
contro querele – anche il controllo incrociato delle strutture registrate
presenti nell’apposito albo al Comune risulta inefficace: spesso infatti le
camere si trovano all’interno di proprietà alle quali – senza prove certe – è difficile
accedere perché appartenenti a privati cittadini che non rispondono alle stesse
regole di ispezioni di hotel, b&b e co. Inoltre quando si ricercano ulteriori
informazioni spesso i numeri rimandano a conti correnti registrati ad ipotetici
intestatari con sede all’estero, complicando ulteriormente il capitolo delle
indagini iniziali.
Il Giubileo. Nella Capitale
che si appresta ad ospitare il prossimo Giubileo, la situazione rischia poi di
complicarsi ulteriormente perché, ribadisce Roscioli, “se non si affronta il
fenomeno dell'abusivismo ricettivo ci ritroveremo da qui a Dicembre a vedere
almeno raddoppiati alberghi e b&b non autorizzati”. Un danno economico
certo, ma non solo. Perché in previsione dei circa 33 milioni di pellegrini
attesi in città, le strutture illegali si trasformano - anche - in un problema
di ordine pubblico, con la mancata comunicazione degli ospiti registrati alla
Questura che rischia di creare un vulnus difficilmente sanabile su chi si
muova a Roma, in un periodo di forti tensioni, anche a livello terroristico.
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