Funerale Casamonica: oggi Il Prefetto di Roma consegna il dossier ad Alfano
Gabrielli annuncia entro domani una serie di provvedimenti a cura del Ministero dell’Interno. Sospeso l’elicotterista. Intanto il Vaticano tramite l’Osservatore Romano tuona “Non c’è spazio per zone d’ombra”
23 Agosto 2015
Una veduta del quartiere di Cinecittà
Non accenna a placarsi la furiosa
ondata di polemiche seguite al funerale-show andato in scena lo scorso giovedi
nel quartiere di Cinecittà dove Vittorio Casamonica, capoclan dell’omonima
famiglia di Roma sud, è stato osannato alla stregua di un padrino di Cosa
nostra. Tantissimi sono ancora i nodi da districare, i punti interrogativi
inevasi ma soprattutto numerosi i rimpalli di responsabilità che nascondono,
molto probabilmente, una inestricata e vergognosa matassa di errori e di
omissioni che andranno appurate quanto prima. Il Prefetto di Roma, Franco
Gabrielli ha dichiarato che sono in corso “approfondimenti in tutte le
direzioni per cercare di capire perché alcuni uffici delle forze dell'ordine non
hanno comunicato niente – aggiungendo che – questi approfondimenti avranno
sicuramente delle ricadute importanti. E' necessario dare delle risposte perché
fatti di questo genere non si abbiano a ripetere – poiché - quello che è successo
giovedì è un fatto grave ". Ed in effetti è proprio così, tanto per
l’impressione di “vulnerabilità” che le Istituzioni hanno mostrato fin dalla
genesi della vicenda quanto per la pessima figura fatta in giro per il mondo,
dove la notizia è circolata in maniera capillare, rimbalzando da un network
all’altro e rimanendo sempre in primissimo piano. Proprio per ovviare a questa
incresciosa situazione, Gabrielli dovrebbe consegnare in giornata al Ministro
degli interni, Angelino Alfano, il dossier dettagliato che quest’ultimo
sollecitò a poche ore dai fatti mentre domani, giornata in cui è stato
convocato un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, si giungerà ad una
serie di conclusioni cui seguiranno "decisioni a livello del
ministeriale”.
Indagini e primi provvedimenti. Quindi,
come affermato da Gabrielli, tutto ora è in fase di valutazione: dalla
cerimonia alla gestione del traffico, passando per la catena di omissioni che
hanno generato l’incredibile episodio. Secondo il clan Casamonica, sarebbero
stati essi stessi a chiamare i vigili per scortare il corteo, mostrando altresì
un controllo pieno ed autonomo della situazione. Il Prefetto tuttavia sentenzia
"L'unica autorità che poteva stabilire le modalità della cerimonia è il
questore ma mi risulta che non fosse stato informato". Così come non sarebbero
stati informati molti altri enti collegati: una situazione del tutto
inverosimile, anche perché secondo il legale dei Casamonica, Mario Giraldi, il
giorno della morte di Vittorio egli avrebbe presentato un’istanza alla Corte
d'appello “per ottenere che il figlio agli arresti potesse partecipare ai
funerali. Lo stesso giorno le forze dell'ordine hanno effettuato il sopralluogo
nella casa ed erano quindi perfettamente a conoscenza del fatto che il giorno
successivo si sarebbero svolti i funerali". A tali affermazioni è seguita
la replica dell’Arma la quale, attraverso l’Ansa ha dichiarato che "sono
state rispettate le procedure come da prassi – ed inoltre - sono stati avvisati
tempestivamente gli uffici competenti e l'autorità giudiziaria". Di certo
c’è che in una città che si appresta a vivere un Giubileo straordinario e dove
l’allerta per il terrorismo internazionale è molto alta, assistere a questo
incredibile effetto-domino è quantomeno preoccupante, soprattutto pensando alla
faccenda dell’elicotterista che indisturbato, ha lanciato petali di fiori sulla
folla. Proprio lui, al momento, risulta come primo responsabile dell’accaduto,
dopo aver dall’Enac la sospensione della
licenza per aver “effettuato una deviazione non prevista né comunicata":
il pilota infatti, partito da Terzigno (Napoli), doveva semplicemente
raggiungere l’elisuperficie Romanina. Un
giornalista di Fanpage.it, Alessio Viscardi, recatosi successivamente ad
intervistare i titolari dell’elisuperficie di Terzigno, da cui è partito il
velivolo, sarebbe stato aggredito e minacciato di morte da quattro persone. Inoltre,
sono in corso accertamenti nei confronti delle due agenzie di pompe funebri che
hanno organizzato il viaggio in carrozza del feretro di Casamonica, utilizzando
tra l’altro la stessa vettura usata per i funerali di Totò nel 1967: una ditta
è romana mentre l'altra è di Castellammare di Stabia, sempre nel napoletano.
La reazione della Santa Sede. Uno
spettacolo indegno che non accenna dunque ad innescare colpi di scena e
conseguenze. Spettacolo che ha scatenato non solo la prima reazione da parte
del Vicariato di Roma ma anche la ferma e decisa presa di posizione del
Vaticano il quale, dalle colonne dell’Osservatore Romano, ha parlato
apertamente di “scandalo” rimarcando come intollerabile “l'ostentazione di
potere, la strumentalizzazione chiassosa e volgare di un gesto di elementare pietà
umana e cristiana come il funerale che, già di per sé, richiederebbe almeno
compostezza, riserbo, dignità e, soprattutto, silenzio". Ricordando poi la
scomunica papale nei confronti di tutti coloro che sono affiliati alla mafia, il
giornale della Santa Sede ha ribadito che nella Chiesa Cattolica non ci può
essere "spazio per zone d'ombra".
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