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Il Caso
10 Settembre 2015
Una bufera nel vero senso della
parola: è ciò che si sta scatenando all’indomani dalla messa in onda della
puntata di “Porta a Porta” all’interno della quale sono stati invitati Vera e
Vittorino Casamonica, congiunti del capoclan Vittorio, scomparso lo scorso agosto e
divenuto causa di una furiosa polemica, a seguito del suo “funerale-spettacolo”
andato in scena nel quartiere Don Bosco, con tanto elicottero lancia fiori e di
carrozza con cavalli. Un vero e proprio caso, che per settimane ha tenuto banco
tra gli esponenti politici e l’intera opinione pubblica nazionale. Ora,
nuovamente, questo ritorno alla ribalta, attraverso un’altrettanto discutibile
ospitata televisiva e dichiarazioni a dir poco imbarazzanti. A destare
particolare scalpore, in particolare, le dichiarazioni di Vera, figlia del
capoclan scomparso la quale, negando l’evidenza, ha escluso categoricamente che
la foto fuori dalla Basilica di Don Bosco a Cinecittà suo padre sia stato
ritratto deliberatamente con sembianze che ricordano quelle di un pontefice. "Non
era vestito come il papa – afferma Vera -, aveva i pantaloni blu anche se non
si vedono. Forse siete voi ad aver interpretato male quell'immagine". Ma
allo stesso tempo, sempre nel corso dell’intervista, la donna ha ammesso "Lo
chiamavamo papa perché era troppo buono, come papa Francesco", suscitando
l’evidente perplessità del conduttore e dei presenti in studio. Subito dopo, a
telecamere spente, si è riaccesa furiosa la discussione nel mondo politico: il
sindaco di Roma, Ignazio Marino ha definito tutto ciò “Inaccettabile in un
servizio pubblico” aggiungendo "La partecipazione a una delle trasmissioni
di punta del servizio pubblico Rai della famiglia Casamonica è grave. Oltre che
paradossale. Credo che tutto ciò non sia accettabile in un servizio pubblico".
Nel Movimento 5 Stelle invece è direttamente Beppe Grillo a farsi sentire,
direttamente dal suo blog, parlando apertamente di "servizio pubblico
paramafioso. La famiglia Casamonica – ha rilanciato Grillo - ospitata dalla Rai
nel salotto buono di Bruno Vespa per esibirsi davanti a 1.340.000 di italiani
(14,54% di share) nell'apologia di Vittorio Casamonica, il boss il cui funerale
ha indignato Roma, è un oltraggio a tutti gli italiani onesti". Più pacato
invece Matteo Orfini del PD il quale, circa l’opportunità di invitare tali
ospiti nella trasmissione, parla di "grave errore”. Per la difesa, l’unico
a replicare è il direttore di Raiuno, Leone il quale, a proposito della
vicenda, parla di "trasparenza e completezza d'informazione, senza fare
sconti di alcun genere e con l'interesse di fornire ai telespettatori il più
ampio quadro possibile di notizie". A lui fa naturalmente eco Bruno Vespa,
conduttore della trasmissione, il quale dichiara in maniera più marcata e
diretta "Lasciateci fare il nostro mestiere" ed ancora "Abbiamo
invitato due persone incensurate, molto vicino a Vittorio Casamonica che non
era né un mafioso né uno spacciatore. La famiglia Casamonica è molto complessa
e con un alto tasso di criminalità ma ripeto, i due ospiti sono incensurati. Vittorio
Casamonica ne ha combinate più di Carlo in Francia ma non ha mai avuto avvisi
di garanzia”.
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