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La Notizia
18 Settembre 2015
La parrocchia di Sant'Anna in Vaticano
Sono passate meno di due
settimane dall’accorato invito di Papa Francesco ai cattolici di tutto il mondo
al fine di farsi carico tutti, in maniera eguale e solidale, della forte crisi
umanitaria che sta investendo l’Europa, all’indomani della forte ondata dei
migranti che fuggono dalle proprie patrie, divenute zona di guerra. Ed a meno
di quindici giorni, il testimone dell’iniziativa già viene raccolto da una
parrocchia dell’Urbe.. e non parliamo evidentemente di una parrocchia romana
qualsiasi, bensì di quella sita all’interno delle mura della Città del
Vaticano, dedicata a Sant’Anna. Stando a quanto si evince da un comunicato
dell’Elemosineria Apostolica, la Comunità parrocchiale vaticana ha accolto nel
suo territorio una famiglia intera di profughi di nazionalità siriana, tutti
provenienti dalla Capitale Damasco, evidentemente fuggiti per via dei
sanguinosi combattimenti che incalzano da quelle parti: una famiglia
normalissima, composta da padre, madre e due figli, per la quale è stato
predisposto subito un appartamento nelle vicinanze della basilica di San Pietro
ed è stata avviata immediata procedura per la richiesta di protezione
internazionale. A quanto la procedura stessa dispone, fino all’accoglimento
della richiesta di asilo da parte dello Stato italiano, non sarà possibile
fornire alcuna generalità sui richiedenti asilo, che inoltre non potranno lavorare
entro i primi sei mesi dalla presentazione della domanda, dunque verranno
assistiti ed accompagnati nel loro percorso di integrazione direttamente dalla
comunità stessa. L’Elemosineria Apostolica inoltre ha caldamente richiesto di
rispettare la volontà della famiglia di profughi, che non desiderano essere
rintracciati ed intervistati ed ha sottolineato come negli ultimi anni tale
istituzione vaticana ha raccolto l’appello degli ultimi Pontefici, pagando
tasse per il rilascio del primo permesso di soggiorno per i rifugiati, il tutto
previa collaborazione con il Centro Astalli dei Padri Gesuiti, arrivando lo
scorso anno all’erogazione di 50 mila euro per questo scopo. Un nobile impegno
a cui si sommano le opere di carità direttamente sostenute da Francesco e quantificate in spese per le prime necessità, sanitarie e di accoglienza entro
il territorio romano. Ma non è tutto. Proprio per venire incontro a questa
particolare propensione di Bergoglio nei confronti dei poveri e dei disperati, un
moderno ambulatorio mobile, dono della Baviera al Pontefice, è a
disposizione diverse volte a settimana per assistere profughi ed indigenti
all’interno dei centri di accoglienza, regolari o meno, situati nell’area
urbana di Roma: un impegno su base esclusivamente volontaria, che si avvale
della collaborazione di medici, infermieri e Guardie Svizzere, dipendenti
vaticani, membri dell’Università di Tor Vergata e dell’Associazione di Istituto
di Medicina Solidale Onlus. Un quadro decisamente ammirevole e lusinghiero, che
merita di essere conosciuto e presentato all’attenzione di tutti.
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