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Canterano
08 Ottobre 2015
Tutti
gli aromi del bosco racchiusi in un piatto: che sia la pasta fresca
fatta in casa oppure il classico uovo al tegamino, senza dimenticare
la bruschetta con il prelibato pane locale, il
tartufo nero pregiato e il tartufo scorzone
saranno i grandi protagonisti della Sagra in programma a Canterano.
Un evento che da quest’anno diventa più “grande”: non più un
giorno solo, ma un intero fine settimana dedicato a un prodotto dal
profumo e dal sapore inconfondibili, fra i più amati a ogni
latitudine.
Sabato 10 e domenica 11 ottobre il piccolo e grazioso borgo dell’Alta Valle dell’Aniene al confine con Subiaco e i Monti Simbruini, dedica al tartufo una sagra nella quale la gioia del palato e il divertimento sono assicurati.
Il
tartufo nero pregiato e il tartufo scorzone, tutti rigorosamente
locali e raccolti nei boschi che circondano questo gioiello della
provincia di Roma incastonato sotto gli Appennini, esalteranno il
sapore delle bruschette, dei tonnarelli e delle uova, mentre il
corposo vino rosso della zona scorrerà a fiumi come a ogni festa
paesana che si rispetti; a fine pasto non mancheranno i cazzotti
fritti, un dolce tipico locale che a Canterano non manca mai nelle
occasioni importanti. La festa prenderà il via alle 15 all’interno
di stand coperti in un luogo magico, abitato da meno di 400 persone,
dove il tempo sembra essersi fermato, e si concluderà ogni sera con
divertenti spettacoli musicali.
Raggiungere
il 10 e 11 ottobre Canterano, che sorge tra la riva sinistra
dell’Aniene e in prossimità delle pendici dei monti Ruffi, può
diventare anche una buona occasione per andare alla scoperta delle
bellezze di un territorio unico. Da un lato, il paese si affaccia
sulla conca dell’affluente del Tevere, e lì è possibile ammirare
dall’alto i monasteri di San Benedetto e di Santa Scolastica, oltre
al maestoso Monte Livata. Nelle giornate in cui il cielo è più
limpido, è possibile scorgere la parte bassa di Subiaco, quella alta
di Cervara e ancora il Monte Pillone. Canterano è circondato inoltre
da una natura incontaminata con boschi ricoperti di castagne e grandi
terrazze coltivate a viti, olivi, e nocciole. Da queste parti la
presenza dell’uomo ha origini antichissime che riportano
addirittura alla popolazione dei Pelasgi, nomadi provenienti dalla
Mesopotamia che, passando dalla Siria, si stabilirono sulle coste
laziali fino alle alture della Valle dell'Aniene. I resti di antiche
mura poligonali confermano questa tesi e - proprio nei pressi di
questi resti - è possibile addentrarsi in profonde grotte
sotterranee che, con ogni probabilità, furono utilizzate come riparo
dalle popolazioni che per millenni hanno abitato questi luoghi.
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