Dalla Giunta Marino si sfilano gli assessori Causi, Esposito e Di Liegro
La decisione è arrivata al termine della burrascosa assemblea straordinaria che si è svolta stamani in Campidoglio: sul piazzale antistante, nel frattempo, acceso sit-in di protesta organizzato dalle opposizioni
Mancherebbe poco, molto poco, alle
dimissioni del sindaco di Roma Ignazio Marino, dopo l'ennesima bagarre
scoppiata nelle ultime ore circa il caso delle cene con la Comunità di Sant’Egidio,
categoricamente smentite da quest’ultima. Un'ulteriore situazione ad alta tensione
che è sfociata stamane in un’Assemblea straordinaria in Campidoglio dove i
partiti di maggioranza, dopo aver preso le distanze già nel corso della
nottata, hanno ufficializzato l’ultimatum: dimissioni entro le 16 di quest’oggi
oppure mozione di sfiducia in consiglio comunale. Nel frattempo gli assessori
Causi, Esposito e Di Liegro, gli ultimi arrivati in giunta, hanno comunicato al
sindaco l’impossibilità di proseguire: Marino intanto, dal canto suo, è deciso
a non mollare la presa, mantenendosi in stretto contatto con il presidente nazionale
del Pd Matteo Orfini – il quale ha incontrato gli assessori capitolini
appartenenti alla propria area politica – nonché con lo stesso Presidente del
Consiglio, Matteo Renzi. In un ultimo, disperato tentativo, il sindaco avrebbe proposto
un quarto rimpasto di giunta nel corso della riunione di stamane, durata due
ore circa, che sarebbe assurta ad una mera conta dei consiglieri di maggioranza
e dei presidenti dei municipi. Al momento, pare che il sindaco sia chiuso nel
suo studio con i pochi collaboratori rimasti fedeli, per decidere sul da farso.
Anche in Piazza del Campidoglio la situazione è tesa: la polizia infatti è
presente con un presidio che tiene giornalisti e manifestanti a debita distanza
dal Palazzo Senatorio. Frattanto, sul piazzale è stato organizzato un sit-in di
protesta da Nuovo Centrodestra, cui si sono aggiunti esponenti di varie
formazioni politiche, coadiuvate da alcuni consiglieri di opposizione: tra i
vari nomi presenti, Di Stefano (presidente di Casapound), Bordoni (Forza Italia),
Belviso (già vicesindaco nella giunta Alemanno) e Pomarici (Noi con Salvini). All’uscita
degli assessori Esposito, Sabella, Marino e Marinelli si sono levate
imprecazioni ed urla di protesta contro di loro ed all’indirizzo di Marino
stesso.
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