Cerca
Roma Capitale
29 Ottobre 2015
Uno sviluppo del tutto inedito fa
segnare un colpo di scena nella vicenda Marino: a venti giorni dalla decisione
di rinunciare alla carica di Primo cittadino della Capitale, il sindaco di Roma
ha deciso di ritirare le dimissioni. A sorpresa dunque e con un colpo di
teatro, Marino decide per il ritorno, dando così una nuova e più netta risposta
all’aspro dibattito generato dall’affaire delle cene con la Comunità di Sant’Egidio
e dal viaggio negli Stati Uniti, alla base della consequenziale crisi della
giunta e di una iniziale ipotesi di ritiro. A quanto si evince dalla nota
ufficiale emessa dal Campidoglio, "Marino ha firmato la lettera con la
quale ritira le dimissioni presentate lo scorso 12 ottobre", annullando
così la scadenza del 2 novembre, allor quando la carica di sindaco sarebbe
automaticamente decaduta. A tale nota è seguito anche il twitter del primo
cittadino il quale, attraverso la rete, ha ribadito la propria volontà di
restare alla guida del Campidoglio. La decisione in effetti era già nell’aria: già
un giorno dopo la rinuncia, Marino si era lasciato scappare che non avrebbe
escluso un rientro in scena. In più, domenica scorsa, ai tremila che si erano
radunati in Campidoglio per sostenerlo e per condannare la guerra interna che
il partito ha innescato suoi confronti, il sindaco aveva affermato che tale
dimostrazione gli offriva la forza per andare avanti; infine, solamente stamane,
Marino ha ribadito implicitamente un ripensamento. Rispondendo alla polemica
partita dalle dichiarazioni esternate da Cantone su “Milano Capitale morale”,
il sindaco ha detto “Sto riflettendo. Comunicherò presto le mie decisioni alla
figura istituzionale che è la presidente dell'assemblea capitolina Valeria Baglio.
Qui la questione non è Ignazio Marino ma Roma” e ancora “Ignazio Marino non ha
assolutamente nulla né da chiedere né da negoziare con nessuno”. Ad ogni modo,
le reazioni all’interno del Partito Democratico, cuore del fronte pro
dimissioni, non si sono fatte attendere: nelle ultime ore il commissario
straordinario per Roma nonché presidente nazionale Pd Matteo Orfini aveva visto
i consiglieri Dem al Nazareno anticipando che, in caso di ritiro, gli assessori
in quota Pd si sarebbero dimessi. A notizia diffusa perciò sono arrivati
automaticamente i ritiri di Stefano Esposito, già assessore ai trasporti e
Marco Causi, già vicesindaco, entrambi entrati nell’esecutivo capitolino all’indomani
dell’ultimo rimpasto di giunta. Lo stesso Esposito ha annunciato che non saranno
i soli a seguire tale linea, ma di fatto per mettere definitivamente alla
giunta Marino occorrono le dimissioni di tutti e 19 i consiglieri dem, oltre
che di 25 consiglieri complessivi. Le prossime ore saranno decisive per la
concretizzazione di sviluppi significativi.
EDICOLA DIGITALE
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni