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1ª CATEGORIA
01 Maggio 2015
Ferrazza
Per
una volta, e crediamo di non fare torto a nessuno, parliamo degli
assenti. Di chi domenica non ci sarà (almeno in campo, e salvo
sorprese) ma, non ci sono dubbi, avrebbe meritato più di tutti di
vivere da protagonista una giornata che, almeno nell’immaginario di
giocatori, staff, dirigenza e tifosi del Frascati dovrebbe restare a
lungo impressa nella memoria.
Perché
Emiliano Ferrazza non è solo il capitano di questa squadra. E’
colui che ne incarna la filosofia, che ci ricorda lo spirito con cui
questa società è nata, da dove è nata, anche se agli “albori”
(parola che fa sorridere, visto che parliamo dell’estate del 2008)
del Frascati, lui aveva addosso un’altra maglia.
Adesso,
però, vuole coronare il sogno insieme ai suoi compagni, al mister, a
tutto l’universo Frascati.
Anche se l’infortunio al ginocchio lo terrà fermo ai box ancora
una volta, lui vuole esserci. E non si accontenta nemmeno di guardare
lo spettacolo dalla tribuna. “Domenica ci sarò, magari anche in
panchina se l’allenatore lo riterrà opportuno – spiega
Ferrazza.- Si tratta di una partita troppo importante, di un momento
che aspettiamo da parecchio tempo e non voglio assolutamente
perdermelo. Siamo a un passo dal nostro obiettivo, e non si tratta di
un traguardo fissato lo scorso agosto, ma che parte da ancora più
lontano: per questo voglio dare il mio contributo, anche solo di
sostegno ai ragazzi. Perché domenica non possiamo sbagliare”.
Dall’altra
parte del campo ci sarà una Castelli Romani che ha poco da chiedere
al campionato, ma la gara di andata insegna a tenere alta la guardia.
“E’ una squadra compatta, che non si scopre molto e cerca di
ripartire – continua Ferrazza.- Le motivazioni sono sicuramente
dalla nostra parte, ma dobbiamo essere bravi a trasformarle in
stimolo positivo, in carica agonistica e voglia di vincere, senza
farci attanagliare dalla tensione”.
Non
è un caso che la squadra abbia balbettato proprio dopo il ko di
Ferrazza, a un passo dal traguardo. “Nell’ultimo periodo c’è
stato un calo credo fisiologico – conclude .– Dopo tante partite
vinte, senza mostrare alcun segno di cedimento, ci sta accusare un
periodo “no”. Abbiamo avuto anche tanti infortuni, e troppe
squalifiche. Però conserviamo sempre un vantaggio importante, a cui
adesso va data concretezza”.
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