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l'intervista
23 Giugno 2015
Foto Facebook
Vi
riproponiamo le interviste ai re dei gol dell'ultimo campionato di
Promozione, pubblicate sul nostro free press di domenica 21 giugno.
Oggi è il turno del capocannoniere del Girone B Mario
Scafati,
attaccante 35enne che, nella stagione da poco terminata, si è messo
in luce con la maglie di Giov.Hel. Roma e Castelnuovese, totalizzando
ben 23 gol.
Mario,
quella da poco archiviata è stata una stagione chiusa nel migliore
nei modi: la Castelnuovese ha vinto il playout e tu hai conquistato
il titolo di capocannoniere realizzando 23 gol.
Sì,
una stagione per me iniziata e finita bene. In mezzo c'è stato un
piccolo problema alla Giov. Hel. Roma, ma alla fine è andata bene.
Io e altri calciatori della Giov. Hel. a dicembre siamo andati a
giocare in una squadra che ci aveva chiesto la salvezza e ci siamo
riusciti. E poi personalmente ho fatto un bel bottino di gol, anche
grazie ai miei compagni di squadra ovviamente. Perciò mi ritengo
molto soddisfatto.
Cos'era
successo alla Giov. Hel.?
In
pratica, prima del mercato invernale il presidente ci aveva convocato
e ci aveva detto che purtroppo non poteva
più sostenere alcune
spese. Dal nostro punto di vista, un conto è la passione, però
qualcuno di noi magari ha un mutuo da pagare, ci tira avanti con
questi soldini; e allora abbiamo deciso di abbandonare quella
società, non per demeriti, ma purtroppo per una questione economica.
Ringraziando Dio poi ci ha chiamato il presidente della Castelnuovese
e ci ha dato questa opportunità. Lui era molto entusiasta perché
per loro era un anno importante e non voleva retrocedere. Allora in
quattro, poi cinque, siamo andati a giocare lì e siamo riusciti a
salvare la squadra, ovviamente anche per merito dei ragazzi che
abbiamo trovato lì. Alla fine è andata benissimo, non ci possiamo
lamentare.
C'è
stata subito sintonia con i due allenatori e con i nuovi
compagni?
Sì,
guarda, i mister non li conoscevo personalmente, ma ci siamo trovati
subito bene. Parlo anche per gli altri perché siamo un gruppo di
amici. Con i nuovi compagni di squadra c'è voluto un po' di tempo
per conoscerci, infatti il primo mese è andata malissimo: perdevamo
sempre. Però dopo, dalla prima giornata del girone di ritorno, c'è
stato un cambio di marcia. Il gruppo si è compattato e sono arrivati
i risultati positivi, che aiutano ad andare sempre meglio. Abbiamo
iniziato a vincere e lo abbiamo fatto fino alla fine.
Vi
davano per spacciati, e invece avete raggiunto l'obiettivo salvezza
grazie ad un girone di ritorno fantastico. Qual è stato il vostro
segreto?
Il
nostro segreto è stato sicuramente il molto impegno, ma anche
l'unione tra di noi: ti ripeto, eravamo un gruppo di amici sapevamo
quello che facevamo. Ci siamo uniti, ci siamo messi a disposizione
dei mister e abbiamo fatto questa rincorsa.
Giorgio
Marcangeli e Massimo Gregori: che persone sono?
Quando
sono arrivato alla Castelnuovese, li conoscevo solo di nome. Sono due
persone totalmente diverse. Gregori è un tipo molto semplice,
divertente, alla mano. Marcangeli, invece, è molto più simpatico
fuori dal campo, ma è molto pignolo per quanto riguarda la parte
atletica, gli schemi, queste cose qui. Diciamo che insieme si
compensano, fanno un bel mix. A noi non è pesato lavorare con loro.
Sarei voluto rimanere anche per la prossima stagione, ma c'è stato
un piccolo problema e sono dovuto per forza andar via.
Vi
siete salvati vincendo lo spareggio proprio contro la tua ex squadra:
il calendario ti ha giocato questo scherzo...
Esatto.
Quella è stata una partita un po' sofferta, in cui sono sono stato
espulso e ho fallito anche un calcio di rigore. Venivo da una serie
di 7 rigori consecutivi realizzati e ho sbagliato proprio nella
partita più importante! (Ride, ndr) Menomale che ci hanno pensato i
miei compagni di squadra... Io un pochino l'ho sentita, ti dico la
sincera verità. Non perché era una partita importante, ma perché
con la Giov. Hel. c'erano altri problemi dietro, che ancora non sono
stati risolti. L'ho sentita per questo motivo, non per l'importanza
della posta in palio. Penso di aver fatto partite più importanti,
quella era proprio una parentesi storta. Però non la chiamerei
rivincita.
Hai
fatto più gol di un attaccante del calibro di Gianluca Toscano,
un'altra piccola soddisfazione a livello personale.
Beh
soddisfazione no, dai! Lui di gol ne fa sempre tanti, è un grande
giocatore. E' una soddisfazione aver vinto la classifica marcatori a
35 anni. Quando gli anni passano diventa sempre più difficile
buttarla dentro, più per una questione fisica.
L'anno
prossimo con quale maglia ti vedremo segnare?
Questo
ancora non lo so. Sto avendo dei contatti e sto valutando la miglior
offerta, non per forza economica, ma anche in base alla distanza da
casa. Mia moglie ha partorito da poco e mi piacerebbe stare un po' di
più con la mia famiglia. Al momento sono libero, sto decidendo.
Vediamo se esce fuori qualcosa in queste settimane...
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