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il caso
10 Luglio 2015
Guido Tommasi @ ubitennis
“Passare
per quello che ha fatto saltare il Futbolclub non è accettabile”.
Si arricchisce di un'altra puntata la telenovela sulla società
romana nata dieci anni fa. Dopo il nostro articolo di ieri, siamo
stati ricontattati dal proprietario del circolo di via degli
Olimpionici e gestore del 65% della Tevere Lazio SRL, Guido Tommasi,
che ha voluto ribattere ad alcune dichiarazioni rilasciate da
Bergamini, Cassone e Margaritondo in qualità di soci della Futbol 22
S.p.a.. In particolare Tommasi ha voluto puntualizzare la querelle
sui termini di chiusura del contratto con la SSD Futbolclub e
l'impossibilità di ospitare ancora a via del Baiardo l'attività
agonistica del club vicecampione d'Italia con gli Allievi Elite.
Proposta
inaccettabile “Essendo gestore degli impianti e svolgendo questa
attività per lavoro ho sempre avuto l'ingrato ruolo di richiamare
tutti quanti alla sostenibilità economica, cosa che mi sono reso
conto di non essere riuscito a fare. Quando viene affermato che «non
c'è stata una risoluzione consensuale, ma siamo stati mandati via
unilateralmente dall'impianto», ho sotto i miei occhi la disdetta
esercitata dalla Futbol 22 che a dicembre, entro i termini previsti
dal contratto, ha esercitato il diritto di disdetta. Da allora in
questi sei mesi non ho ricevuto nessuna proposta formale a definire
un nuovo contratto che, in un modo o nell'altro, potesse continuare a
regolare i rapporti tra la Futbol 22 e la società di gestione. Solo
recentemente ho ricevuto una proposta di utilizzo gratuito
dell'impianto per cinque anni con l'impegno da parte della Futbol 22
di realizzare lavori per duecentomila euro in cinque anni, ovvero per
una somma di quarantamila euro l'anno. Ho inutilmente fatto presente
che l'impianto costa non meno di settanta, ottantamila euro a
stagione solo di manutenzione e che quindi il centro ad uso gratuito
per cinque anni, con quarantamila euro di costi dedicati al centro,
era addirittura meno che la gratuità. Dopo aver investito tanti
soldi sull'impianto, darlo gratis per cinque anni ad una società,
qualunque essa sia, per me non è sostenibile, anche perché in
questo modo non avrei potuto dare seguito al nostro progetto di
realizzare un nuovo club di settore giovanile direttamente con la
società di gestione”.
Io
ci ho provato “Se loro dicono che «Tommasi non ha mai fatto
nessuna proposta su questo impianto» io rispondo che ho mandato una
mail nella quale ho avanzato diverse soluzioni possibili per un
utilizzo congiunto: di acquisto da parte loro del Campus, possibilità
che vantavano già come opzione nel contratto, e anche di affidare
alla Futbol 22 il settore giovanile della società, che si sarebbe
continuata a chiamare Futbolclub a fronte di un loro impegno a
sostenere la scuola calcio gestita da noi. Sostanzialmente delle
possibilità molto aperte e positive, in funzione non tanto di tutta
l'esperienza acquisita quanto della volontà di non sprecare tutto.
Questa esperienza mi è costata l'anima, cifre enormi che hanno messo
in forte difficoltà la mia attività di gestione, ma ho cercato in
tutti i modi che niente andasse perduto”.
La
controproposta “Leggo la proposta della Futbol 22, in una mail di
Enrico Margaritondo, che ribadisce un'ulteriore mail di Alberto
Cassone: «La Futbol 22 sarebbe interessata ad assumere la gestione
del Campus per i prossimi cinque anni, garantendo investimenti sulla
struttura per minimo duecentomila euro tra messa a norma e migliorie,
oltre ai costi di gestione ordinaria. Nello stesso tempo vorrebbe
ottenere un'opzione di acquisto (Tommasi preferisce non indicare la
cifra proposta, ndr) del restante 65% della Tevere Lazio S.r.l.». La
loro opzione di acquisto, da esercitarsi alla fine dei cinque anni,
sarebbe costata la metà rispetto a quello concordato nel contratto
disdetto. Non capisco perché avrebbero dovuto usufruire
dell'impianto gratis per cinque anni. Considerate che solo
quest'estate spenderemo nel campo circa trentamila euro di costi per
i materiali da intaso. Inoltre ogni otto anni il manto sintetico va
rinnovato ed ha un costo di circa duecentomila euro, quindi una
società deve considerare che ogni anno si consumano circa
quarantamila euro di erba sintetica. Dopodiché, essendo una
struttura abbastanza spartana, vanno preventivati circa
venticinque-trentamila euro annui di interventi di ripristino degli
impianti, caldaie, idraulica, gruppi elettrogeni e cose simili, in un
centro che ha un funzionamento molto più faticoso di quello di via
degli Olimpionici, con impianti molto essenziali e, di conseguenza,
costi di consumo molto alti. Si possono stimare circa ottantamila
euro da spendere sul Campus solo per mantenerlo esattamente così
com'è, quindi proponendo quarantamila euro l'anno di interventi
l'impianto va in passivo di quarantamila euro". Gestione
inadeguata e Orange Futbolclub “Inoltre voglio avere la libertà,
avendo fatto grandi investimenti sul Campus, di far partire il mio
sogno, visto che con loro non ha funzionato. Voglio avere la libertà
di vedere come funzionerà un programma veramente integrato tra
società di gestione e società sportiva. Praticamente in questo
ultimo periodo siamo stati separati in casa usando lo stesso nome e
questo ha creato delle tensioni, non ultima quella della Roma Academy
dell'anno scorso. Noi avevamo siglato un anno di contratto con la
Roma Academy, poi quest'ultima ha deciso legittimamente di andare
avanti per la sua strada, portandosi con sé tutto il nostro staff
della scuola calcio e tanti bambini. Nel 2013/2014 il settore di base
aveva 520 iscritti, nel 2014/2015 siamo ripartiti da 180. Dopo sette
anni di attività congiunta con il Futbolclub noi avevamo 180
iscritti! Quello che era stato creato, è stato svuotato. Il Circolo
Futbolclub ha una capacità autonoma di gestire una scuola calcio e
attrarre iscrizioni e lo dimostra il fatto che quest'anno è stato
registrato il record di nuove iscrizioni con 450 bambini. Questo è
l'altro dato incontrovertibile. Voglio semplicemente essere libero di
andare avanti per la mia strada, non ho voglia di intraprendere un
contenzioso legale con una società in cui sono presenti anche
tantissimi amici, che hanno usato il nome del marchio di mia
proprietà. Ho aspettato pazientemente che scadesse il contratto, ora
voglio essere libero di andare avanti. Nonostante questo, mi viene
detto che ho sbattuto fuori dalla porta i calciatori del settore
giovanile e tutti gli altri, ho fatto una proposta di stabilizzare il
rapporto su basi equilibrate, ma non è stata accettata e tutto
questo lo posso documentare. Ad essere quello che ha fatto morire la
SSD Futbolclub non ci sto. Chi ha gestito la società quest'anno,
Fabio Midulla e gli altri consiglieri, sa benissimo che è stato
effettuato l'ennesimo sforzo di non far pagare nulla, nonostante la
scuola calcio indebolita e con i 2002 che hanno pagato la retta
dell'attività di base pur giocando sotto età nei Giovanissimi
Fascia B.
La
fine del Futbol non è causa mia “Ero sicuro si potesse trovare un
accordo, ma alla fine l'ostinazione degli interlocutori ha fatto sì
che loro proseguissero per la loro strada. Ora leggo che la loro
certezza è quella di giocare ancora al Futbol Campus dopo che per
mesi avevano affermato di aver già definito accordi per praticare
altrove, ma siamo a metà luglio e mi rendo conto che il loro
progetto rischia di naufragare. Ormai ho chiuso intese con altre
società sportive, ho firmato contratti che mi impediscono, anche
volendo, di far giocare le squadre della SSD Futbolclub al Campus. Li
avevo avvertiti per iscritto e a parole da un mese a questa parte che
non avrei potuto aspettare, ma avrei dovuto prevedere un utilizzo
sano del centro. Se davvero la loro prospettiva è di tornare qui,
posso dire con cognizione di causa che questo non è possibile. E,
ripeto, tutto quello che ho detto lo posso documentare. Passare per
quello che ha fatto saltare il Futbolclub non è accettabile”.
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