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il caso
04 Agosto 2015
@ vigorsportingcenter.it
Vigor
Perconti sfrattata. E' questo il titolo apparso su una testata locale
nella giornata di ieri, dopo la notizia riportata da tantissimi
organi di stampa, anche nazionali, sulla situazione degli undici
Punti Verdi Qualità rientrati in possesso di Roma Capitale per la
decadenza delle convenzioni rilasciate ai concessionari a causa del
mancato pagamento dei mutui. Beh, le cose non stanno proprio così e
la possibilità che il Tiburtino Sud resti in mano al club blugranata
non sembrano poi così remote. Cerchiamo di fare chiarezza.
Salvaguardate
le attività sportive. Partiamo da un punto fondamentale della
memoria presentata da Roma Capitale: da una parte è vero che il
Comune riprenderà possesso dei Punti Verde Qualità, ma dall'altra è
spiegato con estrema chiarezza che “i
servizi di asilo nido, verde pubblico e sport verranno mantenuti in
funzione. Così come le attività commerciali e di ristorazione, solo
che da questo momento in poi i beneficiari di queste attività
economiche verseranno quanto dovuto al Comune e non più ai
concessionari morosi”. Un passaggio molto importante, ma che non è
una novità per la società di Maurizio Perconti che, contattato al
telefono, spiega come “la concessione del Tiburtino Sud è scaduta
da almeno due anni e da inizio 2013 la mia società – fa luce il
patron - versa direttamente i canoni di affitto nelle casse del
Comune, con tanto di ricevute emesse da Roma Capitale e che posso
mostrare in qualsiasi momento. Sono assolutamente in regola con tutti
i pagamenti previsti dal contratto d'affitto con l'area in
questione”.
Bando?
Forse no. Anche l'ipotesi di una gara per l'assegnazione dei punti
verdi sequestrati non è così scontata. Leggendo attentamente la
memoria, infatti, potrebbe essere possibile che per i poli in
questione non venga indetto alcun bando. Questo perché, secondo il
nuovo regolamento vigente in Campidoglio sui centri sportivi, si
legge come “possano anche
essere effettuati affidamenti diretti a organismi senza fini di lucro
come Coni, federazioni sportive, onlus, gruppi sportivi delle forze
armate e associazioni sportive dilettantistiche che abbiano
comprovata esperienza nella gestione di grandi centri sportivi”. E'
evidente come la Vigor Perconti sia assolutamente annoverabile in
quest'ultimo caso. Anche perché una cosa che era stata contestata
alle concessionarie era quella di aver introdotto strutture, secondo
le dichiarazioni dell'Assessore alla Legalità Sabella, assolutamente
fuori dai parametri previsti dalle concessioni: "Questi
Punti Verdi Qualità sono decaduti visto che i concessionari non
pagano ma sfruttano le zone, dove sono sorti anche McDonald's, Disney
Store e sale scommesse”. E che questo non sia il caso della
Perconti, come invece accaduto per esempio all'Olgiata e a Ponte di
Nona, è abbastanza evidente, visto che anche la palestra sviluppa
attività esclusivamente riconducibile alla Polisportiva e non a
catene commerciali esterne. E' evidente quindi come nel "salvare il salvabile" auspicato dall'Assessore Sabella possa rientrare anche la Vigor.
La
nota del Cr Lazio. Anche il Presidente Melchiorre Zarelli fa
chiarezza sulla nota pubblicata sempre dalla testata locale in
questione, dove chiedeva alla Perconti di indicare nuovi campi per lo
svolgimento regolare dei campionati, dalla Promozione alla Juniores,
passando per tutti le giovanili: “Non so come possa essere
possibile che questa nota sia stata resa pubblica – ha esordito
stizzito – Era comunque un atto dovuto vista la segnalazione
ricevuta dall'Assessore Sabella, ma è giusto rimarcare come la Vigor
Perconti ci abbia inviato una documentazione dettagliata per
presentare le proprie ragioni. Noi abbiamo rigirato tutto alla FIGC,
attendiamo nuovi sviluppi”.
Ecco
qui. Questa è la situazione attuale del Tiburtino Sud e anche
nell'eventualità che il polo venga sequestrato e messo a bando, la
Perconti nel peggiore dei casi potrebbe essere nominata momentaneamente custode del centro sportivo
in attesa di ridefinire la concessione, potendo comunque partecipare al bando dal quale saranno eclusi i vecchi concessionari ma non i sub concessionari "che abbiano le carte in regola", conclude Sabella. Sempre che non ci sia un
affidamento diretto per non lasciare senza lavoro tantissime persone, anche fuori dal mondo del calcio. Staremo a vedere, niente è scontato e tutti gli scenari restano aperti. A parte lo sfratto, naturalmente.
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