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l'intervista
04 Febbraio 2026
Alessandro Faraglia è volato in america con College Life Italia
Alessandro Faraglia, portiere classe 2003, ha lasciato Roma con una laurea in Economia in tasca, per vivere il suo sogno Americano in Florida dove sta prendendo un Master in Business Administration. Ma non ha rinunciato alla sua passione per il calcio: sei mesi fa, ha lasciato i guanti del Real Monterotondo ed è volato dall’altra parte dell’Oceano entrando in una nuova affascinante realtà.
Come nasce la tua esperienza con College Life Italia? “La mia esperienza con CLI è stata ottima fin dall’inizio, mi sono trovato benissimo con tutti e in particolare con Andrea che mi ha seguito fin dal primo momento. Senza di loro sarebbe stato molto difficile venire a studiare e a giocare a calcio in America"
Come hai conosciuto CLI? “Tramite il passaparola, altri ragazzi che avevano già fatto questa esperienza me ne avevano parlato molto bene quindi ho fatto gli showcase, poi mi hanno messo in contatto con il coach e sono arrivato in America. Tutto il percorso è durato circa un anno ma io mi sono mosso con grande anticipo sapendo che avrei fatto questa scelta”.
Qual è stato il primo impatto con l’America? “Appena arrivato sembrava di essere in un film: il college, i dormitori, le mense, le strutture, gli spogliatoi, tutto diverso da ciò a cui noi italiani siamo abituati. C’è un metodo completamente diverso, il loro approccio allo studio, allo sport, alle strutture, è diverso. Poi quello che era tutto nuovo è diventata routine, il dormitorio è diventata casa e ho iniziato ad abituarmi al loro stile. Naturalmente ci sono state delle difficoltà perché era la mia prima esperienza fuori da casa, ma qui sei con altri ragazzi che hanno la tua età e non è difficile fare nuove amicizie, raramente si sta da soli”.

Dove giochi e cosa studi? “Io gioco nella Florida Tech University, e sono un MBA student ovvero sto conseguendo un Master in Business Administration. Vivo a Melbourne, all’interno del College”.
Qual è stata la difficoltà maggiore? “La distanza da casa, e devo dire che prima di partire non mi impauriva però poi quando conosci la nostalgia, cosa significa stare lontano da casa, ci fai molto più caso, cresci e capisci molte più cose. Però a parte questo devo dire che il mio primo semestre in America è stato veramente molto bello”
La soddisfazione più grande fino a questo momento? “Essere riuscito a realizzare questo obiettivo di venire a studiare negli USA, avere la sensazione di “avervela fatta”. E poi quella di iniziare a collaborare con la Dottoressa Melissa Patton e la sua start up Space Groove grazie alla quale ho partecipato a un evento all’Ambasciata Italiana: le opportunità che ti dà questa esperienza sono inimmaginabili”.
Prospettive e sogni per il futuro? “E’ una domanda molto difficile a cui rispondere perché io sono innamorato dell’Italia, di Roma e non è facile vivere in un’altra realtà. Allo stesso tempo purtroppo - o per fortuna - qui ci sono tante più opportunità rispetto all’Italia, nemmeno paragonabili a quelle che puoi avere da noi. E sarebbe fantastico iniziare con un lavoro qui”.

Qual è la tua routine quotidiana? “E’ una bella routine di cui sono molto contento, mai noiosa, molto impegnata a volte anche tosta ma divertente. Sveglia presto perché già alle 7.15 sei in campo per il primo allenamento. Due ore di allenamento, poi studi perché il pomeriggio hai lezione. Due volte a settimana sedute in palestra e una volta a casa si cucina tutti insieme. Poi ci sono le partite e quindi viaggi, spesso dormi fuori ed è bellissimo perché vedi tanti posti nuovi”.
Consiglieresti questa esperienza? “Assolutamente si, è veramente un’esperienza fantastica che ti porta a una grande crescita personale, indipendentemente da quello che farai nella vita. Consiglierei di farla maggiormente negli USA perché stare lontano da casa è un conto, ma stare dall’altra parte del mondo è veramente tutta un’altra cosa. Non è semplice ma ti cambia in maniera positiva
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