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l'intervista
27 Febbraio 2026
Flavio Giannini in Florida con College Life Italia
Dopo varie esperienze italiane, dall’Ostiamare alla Correggese, dal Messina al Giarre fino alla Serie C con il Latina, Flavio Giannini è volato in Florida e oggi è il portiere della Palm Beach Atlantic University.
Come ci si sente a passare dall’Italia alla Florida, da Latina a Palm Beach?
"Molto bene. In realtà l’ultimo anno che ho giocato in Italia era a Pescara dove ho fatto un campionato d’eccellenza ma avevo già deciso che sarei venuto qui".
Come hai scoperto College Life Italia?
"Nel 2017 ero stato contattato per dei provini, ma io non ero ancora pronto, ero molto giovane, giocavo a un buon livello e speravo di giocare da professionista. In realtà lo ero in Serie C con il Latina, poi però quell’anno ho giocato poco e alla fine ho ricontattato CLI e sono arrivato qui ad agosto 2024".
Qual è stato il primo impatto con la nuova realtà?
"E’ stato un cambio molto importante ma sono stati fondamentali i miei genitori che mi hanno sempre sostenuto, e anche il posto ha aiutato molto. Così come un amico italiano che è diventato il mio coinquilino e mi ha fatto inserire in questa nuova realtà".

Sei in uno dei posti più ambiti dagli atleti che vengono negli USA, la Florida e Palm Beach!
"Sì mi è andata veramente bene, il posto è bellissimo, tempo fantastico, sono vicino a Miami che è una città molto particolare e piena di divertimenti, e anche a Mar-A-Lago".
Cosa studi?
"Faccio un Master in Business Administration alla Palm Beach Atlantic University che finirò a dicembre 2026. In Italia avevo preso una laurea triennale in Economia e una successiva sui Mercati globali".
Vivi all’interno del college?
"No perché è un’università molto cattolica e i ragazzi con più di 21 anni devono vivere fuori, però ovviamente sei più libero (senza fare le 4 ogni notte), non mangi nella cafeteria, fai la spesa e cerchi di mangiare meglio".
Ci riesci?
"Ci provo, mi porto anche delle cose dall’Italia quando vado a casa, ma soprattutto hanno appena aperto sotto casa mia Eataly e quindi è più facile".
Tornando allo sport, in che ruolo giochi e a chi ti sei ispirato?
"Gioco in porta e non posso non avere il mito di Buffon, anche se la mia generazione (Flavio ha 25 anni) è cresciuta con un altro giocatore che ha cambiato il ruolo del portiere ed è Neuer".

C’è ancora grande differenza tra il calcio italiano e quello USA?
"E’ molto sottovalutato il calcio americano, perché il livello si è alzato moltissimo, la Conference che faccio io è considerata quella di livello più alto. Va detto però che sono ancora gli atleti internazionali a fare la differenza".
Qual è la tua routine quotidiana?
"Mi alzo alle 6, alle 7.30 comincio gli allenamenti e alle 9.30 vado all’Università a lavorare (mi occupo del sito web del dipartimento marketing). Alle 3 torno a casa e mi dedico al mio side business, un mio progetto. Alle 6 vado in palestra, alle 8 mangio e alle 10 vado a dormire. Poi ci sono le lezioni che sono una a settimana. Questo quando non c’è il campionato, perché in autunno abbiamo due partite a settimana ed è molto faticoso, anche a livello mentale. In questo periodo invece facciamo solo amichevoli, tipo 5 o 6 a semestre".
Prospettive per il futuro?
"Vorrei rimanere qui altri tre anni grazie all’OPT (Optional Practical Training) che permette agli studenti internazionali di lavorare negli USA. Qui ci sono moltissime opportunità e gli stipendi sono molto più alti. Nel frattempo farò un internship estivo. Se poi dopo i tre anni di OTP, non dovessero rinnovarmi il contratto, tornerei comunque in Italia con una laurea e un’esperienza lavorativa americana in più. Io mi sento molto a mio agio qui, anche se non mi ci vedo a vivere per tutta la vita".
Come la vedi l’Italia stando in Florida?
"Casa è sempre casa, però mi rendo conto che l’Italia è molto, molto indietro rispetto a tanti paesi del mondo. A tutti i livelli, penso alla tassazione che abbiamo in Italia, all’educazione finanziaria, che da noi i ragazzi della mia età non hanno, qui invece il 50% pelle persone già investe".
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