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l'inchiesta
18 Marzo 2026
Il Quinto Ricci è come un gigante addormentato (Foto ©Middione)
Nel quinto comune più popoloso del Lazio, l’attività sportiva a livello federale è ridotta ai minimi termini. Da qualche anno a questa parte la città di Aprilia sta vivendo un declino che ha assunto proporzioni preoccupanti, toccando il culmine a fine 2025 con la mancata assegnazione delle palestre comunali. Questi sono gli spazi più utilizzati (in molti casi gli unici possibili) per tante realtà sportive locali che quindi si sono trovate senza un posto in cui svolgere le proprie attività. Una paralisi dovuta al commissariamento dell’Ente (luglio 2024), sciolto per infiltrazioni mafiose a seguito dell’inchiesta “Assedio”. L'appesantimento dell'iter burocratico e le ferree richieste delle Commissarie hanno di fatto sfrattato il volley (eccezion fatta per il Pianeta Volley alla Matteotti), costringendo eccellenze come la Giò Volley a emigrare e bloccando le attività sociali per disabili della Pallavolando.
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Qui la prima puntata dell'inchiesta
Tuttavia, quando si analizza lo stato di salute di un movimento sportivo, il parametro più indicativo resta il calcio. E che le cose ad Aprilia stessero andando per il verso sbagliato in questo settore era risaputo da circa dieci anni. Un declino figlio non solo della politica, ma anche di un forte disinteresse dell’imprenditoria locale e di una base di appassionati mai solida.
Il cammino verso l'alto era culminato nella stagione 2010-2011 con l'approdo nel professionismo sotto la guida di Umberto Lazzarini. Nonostante i playoff per la Prima Divisione, la retrocessione del 2014 segnò l'inizio della fine. Gli azionisti storici lasciarono il progetto lamentando spese eccessive e scarsa risposta da parte di sponsor e pubblico: un dato ufficioso parla di un calo costante di spettatori man mano che la categoria saliva, segno di una scarsa identificazione tra la città e i colori biancocelesti.
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Qui la seconda puntata dell'inchiesta
Nemmeno il passaggio di testimone ad Antonio Pezone ha invertito la rotta. Sebbene l’investitore fosse solido, lo spostamento degli allenamenti ad Ardea ha reciso definitivamente il legame con il territorio. Non sono bastati nomi come Corvia e Olivera per risollevare le sorti di un club che, nel 2023, è sprofondato in Eccellenza tra dispute legali e debiti contestati.
Il colpo di grazia è arrivato dallo scontro frontale tra il club e il Comune (giunta di centro-destra prima del commissariamento) per la gestione dello stadio Quinto Ricci. Una battaglia legale finita davanti al TAR e vinta dall'Ente ha portato alla rescissione della concessione, spingendo Pezone a spostare la matricola ad Ardea e decretando la sparizione dello storico club.
L'impianto, un tempo fiore all'occhiello, è rimasto inutilizzato anche per le altre realtà locali, come il Centro Sportivo Primavera, a causa di mancanze strutturali e problemi di sicurezza. Il risultato? Anche il CSP, dopo una stagione agonica vissuta a porte chiuse in strutture periferiche, ha rinunciato all'iscrizione nel 2025, sancendo la fine di un'altra realtà storica nata negli anni '70.
Oggi il calcio ad Aprilia esiste ancora, ma in una dimensione ridotta: realtà come Campo di Carne, Greenfield United o Akkademy Aprilia lottano tra Prima e Seconda Categoria. Si tratta di percorsi meritori portati avanti nelle frazioni, ma privi delle strutture e dei mezzi necessari per ambire ai fasti del passato.

L'ingresso sbarrato del Palazzetto dello Sport di Aprilia. Nonostante il cantiere sia attivo dal 2013, la struttura rimane una "terra promessa" inaccessibile
Senza un Palazzetto dello Sport, il cui cantiere è durato quasi un decennio ma ancora oggi non è utilizzabile per questioni burocratiche che hanno visto un altro scontro in tribunale tra Amministrazione Comunale e azienda appaltatrice, e con uno stadio sbarrato, lo sport apriliano non è più solo in crisi agonistica, ma vive una vera emergenza sociale. Il declino del calcio, cartina di tornasole dell'intera città, racconta di una comunità che ha perso i suoi punti di aggregazione più importanti sotto il peso della burocrazia e del disinteresse.
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