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L'INTERVISTA
23 Settembre 2014
Alessandro Coluzzi
Cresciuto nella
Scuola Calcio biancoverde, dopo alcuni anni a calcare altri campi, nel 2010
torna a vestire la maglia della Semprevisa, diventando uno dei protagonisti dell’approdo in Eccellenza e
beniamino del pubblico. Alessandro
Coluzzi playmaker della Semprevisa è uno dei giovani più interessanti che
militano nel campionato d’Eccellenza.
Alessandro, 23 anni, ma una carriera già
ricca di successi...
Ho iniziato a tirare i primi calci al
pallone piccolissimo nel giardino sotto casa, poi anche se ancora non avevo
l’età, andavo ad allenarmi con la Semprevisa, dove ho fatto tutta la scuola
calcio fino al 2004. Poi sono andato due anni a Fiuggi. Nel 2005 sono andato al
Colleferro dove ho conosciuto il Mister Fabrizio Centra con il quale ho vinto
la categoria Allievi Coppa Lazio e l’anno successivo disputato la finale
Regionale Allievi d’Élite, sfortunatamente persa. Con il passaggio di Centra
all’Artena ho seguito il mister, il primo anno disputando il campionato
Juniores d’Élite, con qualche presenza in prima squadra e il secondo in
Eccellenza. Nel 2010 ho iniziato la stagione a Morolo ma a dicembre sono
tornato a Carpineto. Sono state 4 stagioni fantastiche, la vittoria del
campionato in Prima Categoria, una finale di Coppa Italia di Promozione, l’approdo
in Eccellenza con un seconda parte di stagione esaltante per una salvezza
miracolosa.
In questo inizio stagione sempre titolare
sin dall’inizio, cosa è cambiato rispetto allo scorso anno?
Non è cambiato molto, lo scorso anno nella
prima parte di stagione le cose non sono andate per il meglio, ho avuto qualche
infortunio che mi ha impedito di raggiungere la condizione migliore. Con il
cambio di allenatore e l’arrivo di Liberti, nonostante fossi infortunato, ho
sempre sentito la sua fiducia il suo incoraggiamento facendomi sentire un
elemento importante per la squadra. Con il Mister non ci sono titolarissimi,
dobbiamo lavorare sodo e impegnarci duramente in settimana per guadagnare un
posto negli undici.
Cosa chiede il Mister in campo?
Il Mister ci chiede movimenti semplici, ma
soprattutto ci dice che dobbiamo divertirci giocando a calcio. Io cerco di
farlo sempre anche se quando perdo non mi diverto mai.
Quest’anno sembra la stagione della
maturazione calcistica, alla fantasia si è aggiunta una grande concretezza.
Sono un giocatore ancora “giovane”, ho molto
da imparare, cerco di migliorarmi sempre mettendomi al servizio della squadra.
Quest’anno spero di non commettere gli errori della passata stagione dove
spesso ho peccato d’ingenuità.
La squadra appunto.
La squadra è più o meno quella dello scorso
anno, ci sono stati degli innesti importanti.
Tra i nuovi il “Papero” (Antonini ndr) è quello che mi ha
impressionato di più, anche se è della Lazio. Ha qualità enormi ed è un piacere
giocare vicino a lui. Anche gli under sono molto bravi, devono continuare così
cercando di migliorarsi sempre di più. Siamo un bel gruppo, si scherza e si
ride tutti insieme, penso che riusciremo a toglierci grandi soddisfazioni. Come
squadra dobbiamo cercare di vincere più partite possibili, poi sarà il campo a
dare il verdetto. L’obbiettivo resta la salvezza poi chissà….
Una curiosità: perché “Barone”?
Non c’è una ragione precisa è nato tutto per
gioco e mi è rimasto questo soprannome.
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