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l'intervista
10 Ottobre 2014
A sinistra Fabio Lucidi con il ds Alessandro D'Antoni
Quindici punti in cinque partite, unica squadra ancora a
punteggio pieno del girone B. Una sorpresa, ma neanche più di tanto guardando
la qualità della rosa del Serpentara Bellegra Olevano. Parlare di calendario
facile sarebbe totalmente inesatto, visto che la formazione di Fabio Lucidi è
riuscita a fare bottino pieno anche contro l’Albalonga, che tra domenica e
mercoledì ha liquidato Colleferro e Cassino. Basta analizzare i primi numeri
per capire che questo è una rosa che, oltre a poter contare su individualità
importanti, ha la sua forza in un gruppo solido e in un tecnico che ha saputo
dare, cosa rara in queste categorie, anche un gioco piacevole. Proprio con
Fabio Lucidi abbiamo analizzato questa grande partenza, cercando di capire dove
possa arrivare la squadra.
Dalla scorsa stagione sembra non essere cambiato nulla,
eccetto la categoria. Ti aspettavi una partenza del genere?
“L’approccio all’Eccellenza non è sempre facile, invece con il cuore ci siamo stati sin
dal primo minuto giocato. Possiamo migliorare, come tutti, e cercheremo di dire
la nostra”.
Otto gol fatti e tre subìti, numeri che fanno capire la
solidità del tuo gruppo.
“C’è da crescere, abbiamo lavorato tanto con tutti i
centrali di difesa, che sono esperti, ma vanno sistemate certe situazioni nel
reparto arretrato. Siamo riusciti ad evitare qualche gol con un pizzico di
fortuna, quindi si può fare ancora tanto”.
In cosa può migliorare questo Serpentara?
“Sotto diversi punti di vista a livello di gioco e
finalizzazione, dove non siamo ancora arrivati a livelli consoni. Però mi rendo
conto che le possibilità di crescere sono tante, quindi non posso che essere
fiducioso”.
Davanti Petrangeli si è ambientato subito bene.
“E' un calciatore che non scopro io, lo abbiamo preso perché è una
garanzia, come d’altronde gli altri nuovi arrivi: sono tutti ragazzi che si
sono integrati perfettamente in questo ambiente un po’ particolare, perché
questa maglia rappresenta tanto per questi due paesi, e ciascuno deve dare fino
all’ultima goccia di sudore per questi colori”.
Chi, invece, sta soffrendo un po’ di più è Yuri Fazi, che mercoledì
hai gettato nella mischia dal primo minuto.
“Per me è un titolare e non nascondo di voler arrivare a
schierare un tridente con Petrangeli e Barile, cosa che mi stuzzica e affascina
allo stesso tempo. Per farlo, però, devo organizzare maggiormente la mediana
per poterli supportare al meglio e dare un giusto equilibrio. Lavoreremo per arrivare a questo risultato”.
Degli under a disposizione chi ti ha impressionato in
maniera particolare?
“Sto impiegando dei ’97 in porta o in mezzo al campo, ma ho
l’imbarazzo della scelta. Mi dispiace escludere dai diciotto qualche ragazzo,
perché devo ammettere che tutta la rosa in allenamento si impegna al massimo.
Proprio per questo voglio ringraziare maggiormente gli under che stanno
trovando meno spazio”.
E’ un girone B tosto, con tante squadre che possono contare
su rose importanti: su tutte Albalonga, Colleferro e Cassino, ma non
dimentichiamo la Nuova Itri e il Gaeta. Dove potete arrivare?
“Non abbiamo mai parlato di obiettivo salvezza, la
società ha chiesto di impostare un programma che possa permetterci di fare il
salto di categoria tra qualche tempo. Prima, però, serve adattarsi e capire l'Eccellenza. Il nostro target è chiudere nella parte sinistra della
classifica, cercando di rendere orgogliosi i nostri tifosi. Vogliamo vedere le
tribune piene, proprio come mercoledì scorso. Con questo impegno e cuore, la
nostra gente sarà sempre più vogliosa di seguirci”.
Domenica siete chiamati a un test difficile in casa contro
la Nuova Itri, la terza partita in sette giorni.
“Ci stiamo concentrando su una gara per volta e la
stanchezza penso che un minimo si sentirà. Farò un ampio turnover, anche perché
poi ci sarà la Coppa Italia. La Nuova Itri è una squadra tosta, è una possibile
outsider alle spalle del trittico Albalonga, Colleferro e Cassino, che a mio
giudizio si giocherà la vetta. Noi, però, non molliamo nulla: passo dopo passo
cercheremo di capire quanto valiamo”.
Sei stato un calciatore di ottimo livello, un bomber che ha
giocato in piazze importanti. Da tecnico dove ti piacerebbe arrivare?
“Alleno dal 2007, quasi sempre in questa categoria senza
aver mai ricevuto proposte da serie superiori. La cosa più bella e che mi ha
dato maggiore entusiasmo l’ho fatta scendendo di un gradino in Promozione, arrivando al
Serpentara, dove ho trovato la fiducia della dirigenza e della gente. Quindi il
mio sogno è di arrivare lontano con questo club e raggiungere categorie che non
mi sono mai state proposte…”.
C’è un aspetto in cui il Lucidi allenatore può migliorare?
“Sono una persona perennemente insoddisfatta e chiedo sempre di più, ma da questo punto di vista sto cercando di limitarmi. Da giocatore me ne fregavo, sbagliando. Da tecnico, invece, sono diventato l’esatto opposto”.
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