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il caso
20 Maggio 2015
Massimo Armeni, presidente del Villanova
Una conferenza stampa, alla presenza di quattro consiglieri
comunali (Augusto Cacciamani, Patrizia Carusi, Paolo Giammaria e Alberto
Morelli, ndr), indetta dal presidente del Villanova, Massimo Armeni, per
ufficializzare le sorti del club nella prossima stagione. I titoli della prima
squadra e dell’agonistica sono stati ceduti, come era ormai noto da tempo, alla
società capitolina Real Tor Sapienza. Al Ferraris, invece, resteranno il
femminile, la scuola calcio e si ripartirà dai provinciali con Juniores, Allievi
e Giovanissimi. Sono ormai tre anni che il presidente tiburtino chiede un aiuto
al Comune per una situazione che è diventata economicamente insostenibile,
nonostante gli ingenti sforzi fatti per le tante migliorie apportate al centro
sportivo e per tutti quei bambini che, giocando a calcio, vengono tolti dalle
strade imparando i valori sani dello sport. Nulla è stato fatto, fino a quando
Massimo Armeni ha scelto, a malincuore, di dire basta. Eppure il presidente non
abbandona Villanova. Riparte. Sperando una volta di più in un cambiamento. Abbiamo
assistito ad un dibattito a tratti paradossale, con i quattro esponenti del
Comune che convenivano sul fatto che si dovesse aiutare la società per la
splendida attività sociale svolta per le famiglie del posto. Eppure, in tutto
questo tempo non si è mosso un dito. Se nel prossimo futuro qualcosa verrà
fatto (e ammesso che venga fatto, ndr), sarà comunque tardi. Nel frattempo,
infatti, il Villanova non ha più l’Eccellenza e le categorie d’Elite, e dovrà
ripartire dai provinciali, nel pressoché totale disinteresse delle istituzioni.
Le parole di Armeni “Con grande entusiasmo nel 2008 ho
rilevato questa società, nata nel 1956, proprio da Augusto Cacciamani, che
all’epoca era presidente del club. Mi era stata assegnata la concessione
dell’impianto per tre anni. Nella delibera comunale, all’articolo 13, si evince
che il gestore deve provvedere all’adeguamento delle strutture, senza
pretendere soldi, ma può ottenere un prolungamento della concessione. Ho speso
203 mila euro in virtù di questo articolo, tutti costi regolarmente fatturati. Il
Campo di calciotto era in terra, ora è in sintetico, abbiamo costruito gli spogliatoi
sotto le tribune, gli uffici, i container sotto le tribune, la cabina per i
giornalisti e tanto altro.
Lavori comunicati regolarmente al Comune, senza che
nessuno mi degnasse di una risposta. Prima del termine del bando (nel 2012, ndr)
ho chiesto la proroga della concessione, facendo presente tutte le migliorie
apportate: non ho mai avuto alcun riscontro. L’allora vicesindaco e assessore
allo sport Ernelio Cipriani e il consigliere Marini mi scrissero una lettera e
comunicarono la proroga di un anno, senza tenere conto però dei lavori, in
attesa di un nuovo bando. Faccio presente che in questi anni non sono mai stato
buttato fuori dal centro perché ho sempre pagato fino all’ultimo euro. Passa
tutto il 2013 e al termine della stagione il Comune decide di affittare
l’impianto ad ore. E’ paradossale: facciamo opera sociale per i giovani e ci
date il campo ad ore? Con l’affitto fissato a 3160 euro al mese. Ovviamente mi
sono ribellato. Una volta fatta questa scelta, tra l’altro, sono venuti a
mancare anche quei soldi che prendevo per l’affitto del bar. Sei mesi fa Marini
e Cipriani sono spariti, al loro posto all’ufficio sport c’è Andrea Di Palma. Gli
ho chiesto di togliere un po’ di spese, mi ha risposto di non poter far nulla. Mi
dispiace, ma non posso mettere in difficoltà la mia azienda a Roma per il
calcio, nonostante la mia grande passione. Ho anche messo a disposizione un
operaio per la manutenzione generale. Questo impianto è pulito e perfettamente
funzionante, a differenza di altri. Ogni anno tra entrate e uscite spendo 50.000
euro, ma lo faccio con il sorriso, per l’amore per questo sport. A queste
condizioni, però, non ce la faccio più. Ho trovato il Real Tor Sapienza che era
interessato ai titoli e ceduto Eccellenza e agonistica. Qui resterà il
femminile e la scuola calcio, perché amo Villanova, e si ripartirà con i
provinciali nell’agonistica. Andrea Grillo sarà il nuovo responsabile del
settore giovanile. Per tornare in breve termini a certi livelli, chiedo il
ritorno alla concessione annuale e alla gestione dell’impianto da parte del
club, altrimenti non si può andare avanti. Sapete la cosa più brutta? Potevamo
vincere il campionato quest’anno e andare in Serie D. Non si è visto nessuno
del Comune sugli spalti, come se non esistessimo… Siamo la terza società del
Lazio per titoli (dietro a Futbolclub e Ladispoli) e seconda società del Lazio
con la scuola calcio per l’attività che svolgiamo. Adesso ricominceremo da
capo. Il Comune di Guidonia incassa i soldi su un campo di calciotto che ho
fatto io, vi sembra normale? M’infastidisce, infine, che ci sia un altro club
della zona che pensa di venire qui: mi dispiace, ma non mi muovo. Per quanto
riguarda i ragazzi, invece, libererò tutti quelli che non vorranno giocare nei
provinciali o venire a Roma”.
Le considerazioni del consigliere Augusto Cacciamani
“Capisco il presidente Armeni perché ho gestito questo club e ha fatto
un’analisi condivisibile. Però va puntualizzato che nel 2014 è stato approvato
un nuovo piano tariffario in cui si stabilisce che le associazioni locali
paghino il 50% in meno rispetto allo stabilito. Personalmente sono per il
ritorno al canone annuale e alla gestione del centro alle società. Dal canto
nostro abbiamo tentato in tutte le maniere di far riconoscere al presidente una
forma di compensazione per i lavori di miglioria fatti, ma per legge non è
possibile”.
Andrea Grillo Il nuovo responsabile del settore giovanile
del Villanova è poi intervenuto rivolgendosi ai consiglieri comunali: “Sono
venuto qui perché ho riscontrato in questo club un’importante missione sociale
nei confronti dei ragazzi. Questi saranno i vostri futuri elettori. Non è il
caso di farsi un esame di coscienza e cercare di conoscere questa realtà e
studiarla meglio? Prima questo impianto non aveva praticamente nulla: adesso
che è un centro di eccellenza, fa gola a tanti… Auspico che venga trovata presto
una soluzione, per tutti i ragazzi che rischiano di finire su una strada”.
Da parte nostra sottoscriviamo le parole di Grillo. Perché
quelli che in tutta questa storia pagano il prezzo più alto sono proprio quei
bambini, immortalati nelle tante foto presenti nella sala stampa del club, che
rischiano di ritrovarsi senza una società seria del posto, che negli anni ha
dimostrato il suo valore arrivando ad accogliere più di 300 unità nel proprio
settore di base.
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