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l'intervista
30 Settembre 2015
Ciro Di Fiandra Foto © Laura Del Gobbo
E' uno dei bomber più prolifici del
massimo campionato regionale degli ultimi anni: classe 1985 e numeri
da rapace d'area di rigore, 134 gol segnati in Eccellenza, 30 in
Promozione e 2 in Serie D. Ciro Di Fiandra nel giro di quattro
giornate si è subito ripreso la cima della classifica cannonieri con
quattro reti, grazie alla tripletta segnata domenica con il Fonte
Nuova. Con l'attaccante abbiamo analizzato questa prima parte di
stagione del suo Sporting Città di Fiumicino, una delle principali
candidate alla vittoria del campionato.
Otto punti in quattro gare, è un
bottino che vi soddisfa?
“Penso sia stato un avvio positivo,
anche se avrebbe potuto essere migliore. Resta il rammarico per la
mancata vittoria con il La Sabina, dove a mio giudizio avremmo
meritato di fare bottino pieno. Giusto, invece, il pari con
l'Atletico Vescovio, contro cui non ci siamo espressi al meglio.
Quest'anno penso che il girone A sia più competitivo e si devono
commettere meno passi falsi possibili”.
Domenica hai segnato una tripletta che
ti ha riportato in vetta alla classifica cannonieri con Fanasca,
Tabarini e Toscano.
“Sono molto felice per la mia
prestazione e quella di tutta la squadra. Ho segnato alla prima
giornata e non nego che essere rimasto a secco nelle due successive
mi aveva fatto venire un po' di ansia. La scorsa stagione sono stato
molto costante, spero di ripetermi”.
In questo campionato partite con i
favori del pronostico, sentite la pressione di essere in pole per la
promozione?
“La pressione la sente chi si sveglia
alle sei di mattina per andare a lavoro e mantenere la famiglia, non
noi calciatori a questo livello. Siamo consapevoli della nostra forza
e di dover vincere il campionato, ma penso che anche Ladispoli,
CreCas, Acquapendente, Civitavecchia e Monterosi abbiano il nostro
stesso obiettivo. Purtroppo in questo sport vince solo uno: noi
abbiamo tutte le carte in regola per farcela”.
Conosci da diverso tempo mister
Scudieri, che rapporto si è instaurato?
“Sicuramente ottimo, sono cresciuto
con lui nel settore giovanile e sono ormai tre anni che mi allena nel
dilettantismo”.
Davanti siete tanti e presto sarà
disponibile anche un altro pezzo da novanta come Maurizio Alfonsi.
“Penso che per un allenatore sia
fantastico avere un parco attaccanti del genere. Sarà difficile
giocare tutti insieme e servirà sacrificio. Il campionato è lungo e
c'è anche la coppa: ci sarà spazio per tutti”.
C'è qualcuno dei tuoi compagni che ti
ha impressionato?
“Se devo fare un nome dico Nanni: ci
avevo già giocato contro, ma vedendolo spesso mi rendo conto che è
davvero sprecato per queste categorie”.
Hai qualche rammarico nella tua
carriera?
“Sinceramente penso che se non sono
riuscito a fare di più è perché non lo meritavo. L'occasione ce
l'ho avuta nel 2009 quando la Sangiovannese in Serie C mi aveva
proposto un biennale, ma non me la sono sentita. Comunque se potessi
tornare indietro direi ancora di no: mi sono accontentato di essere
uno dei migliori in queste categorie. Sono pochissimi quelli che
riescono ad arrivare in Serie A o B da questi campionati,
paradossalmente dal punto di vista economico può essere meglio
l'Eccellenza che la Serie C”.
Che consiglio daresti ai giovani
calciatori?
“Di trovarsi un lavoro che permetta di coniugare anche gli allenamenti. E' importante costruirsi un futuro: ci sono riuscito solo da poco tempo e il rammarico è non averlo fatto prima”.
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