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l'intervista
12 Ottobre 2015
Simone Calabresi
Se uno si fermasse alle reti segnate
penserebbe di avere a che fare con un centrocampista o un attaccante.
Simone Calabresi, professione difensore centrale, di gol ne ha sempre
realizzati tanti, più di 50 tra Serie D, Eccellenza e due stagioni
in Promozione. Ha girato tanti club in carriera: cresciuto nel Tor di
Quinto, ha poi vestito le maglie di Ostiamare, Guidonia, Vasto, Val
di Sangro, Gaeta, San Cesareo e Lariano, per poi diventare un leader
del CreCas Città di Palombara, squadra in cui milita da quattro
anni, di cui è capitano e con cui ha raggiunto l'Eccellenza vincendo
la Coppa Italia di Promozione da grande protagonista. Già tre gol
segnati in questo avvio di stagione, l'ultimo domenica scorsa
nell'esordio del neo tecnico Enrico Baiocco, dove ha firmato il
definitivo 3-1 in casa del Fregene.
Hai un feeling particolare con il gol e
ne hai già messi a segno tre.
“Potevano essere anche di più, ma
sono stato un po' sfortunato. Su ogni calcio piazzato salgo in area,
cercando di sfruttare la mia stazza. Se nel finale di gara siamo
sotto molti allenatori vogliono che vada a giocare punta”.
C'è stata una partenza a rilento che
ha portato alle dimissioni di Fazzini, cosa non ha funzionato?
“Abbiamo una rosa di spessore e penso
che abbia pesato un po' di mancanza di fiducia nei nostri mezzi.
Purtroppo per primo paga sempre il tecnico, cosa che non condivido
assolutamente. In campo ci vanno i giocatori e devono fare il proprio
dovere”. 
Alla prima di Enrico Baiocco in
panchina siete tornati alla vittoria. Che impressione ti ha fatto?
“Ottima. Lo avevo affrontato da
avversario e le sue squadre giocano bene. Siamo stati aggressivi sin
dal primo minuto, mentre nelle gare precedenti spesso siamo scesi in
campo con un po' di presunzione, cosa che abbiamo pagato a caro
prezzo come contro il Montefiascone e la Boreale. Il mister ha
cercato di imporre subito le sue idee e ora sta a noi seguirlo”.
Pensi che il CreCas possa lottare per
le prime posizioni?
“Città di Fiumicino, Monterosi e
Ladispoli forse hanno qualcosa in più, ma se ognuno di noi farà il
suo dovere potremo toglierci enormi soddisfazioni. Vincerà la
squadra più continua: il campionato è molto livellato e servirà
massimo impegno. A dicembre sarà tutto più chiaro”.
Qual è stato il tecnico più
importante della tua carriera?
“Faccio tre nomi: Edi Bivi, che mi ha
allenato a Vasto, Stefano Ferretti e Fabrizio Perrotti, bravissima
persona e allenatore preparatissimo”.
Hai la fama di essere un difensore
“cattivo”, anche se non scorretto.
“Avendo un fisico imponente e una
barba poco curata posso dare questa impressione (ride, ndr). Comunque
è vero, ma sottolineo il fatto che non entro mai per fare male
all'avversario”.
Sotto che aspetto devi crescere?
“Penso con il tempo di essere
migliorato. Da un anno sono diventato papà e questo mi ha
responsabilizzato tanto. E' stata un'emozione bellissima e voglio che
mio figlio sia orgoglioso di me: devo essere un esempio per lui e per
questo sto cercando di evitare alcuni errori commessi in passato”.
Hai qualche rimpianto?
“Sì, probabilmente avrei potuto fare di più se avessi avuto un carattere migliore. Tanti allenatori hanno detto che sono sprecato per questa categoria, ma penso che ognuno raccolga ciò che semina. Evidentemente questa è la mia dimensione”.
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