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l'intervista
29 Ottobre 2015
Andrea Cesaro @ Elena Sidero
Un'avventura che sembrava dover
cominciare, saltata all'ultimo. Andrea Cesaro, attaccante del
Civitavecchia, domenica affronterà il Ladispoli nel derby, da
avversario. In estate si era accordato con il club del presidente
Umberto Paris, poi per problemi di lavoro l'attaccante ha cambiato
idea, anche se non nasconde un po' di acredine nei confronti di
qualche dirigente rossoblu. Ha già messo a segno cinque gol (uno in
coppa e quattro in campionato, quasi cinquanta nelle ultime stagioni
con Empolitana e Montecelio) e nello scorso turno ha siglato la rete
che ha permesso di ribaltare clamorosamente il risultato con lo
Sporting Città di Fiumicino, in un momento non facile per i
nerazzurri. Un risultato che ha ridato morale ad una squadra che,
nonostante Travaglione sia stato messo fuori rosa e con Luciani si
sia definitivamente interrotto il rapporto, può contare su una rosa
di livello e un attacco super, con lo stesso Cesaro, Petrangeli e
Scerrati.
Domenica andate in trasferta sul campo
del Ladispoli, squadra a cui eri vicinissimo a trasferirti in estate.
Cosa è successo?
“Per motivi lavorativi ho scelto
Civitavecchia, tutto qui, anche se ammetto che sono rimasto male per
la mancanza di fiducia dimostrata da qualche loro dirigente”.
Non ha inciso la presenza a
Civitavecchia di tuo padre e di Alessandro Amici, cui sei molto
legato?
“No, anche mio padre mi aveva
suggerito di andare a Ladispoli. Di certo, però, se non avessi
chiuso con loro sapevo che sarei venuto qui, perché preferisco
lavorare con persone che conosco e di cui mi fido. Non parlo
ovviamente del Ladispoli, che è una delle pochissime società serie
che ci sono in giro”.
Domenica è arrivata una grandissima
risposta della squadra in un momento delicato.
“Quella con il Città di Fiumicino è
stata una vittoria che ha portato tre punti importanti e dato morale.
Noi, però, non abbiamo pressioni: nessuno ci ha chiesto di vincere
il campionato. Il nostro obiettivo è raggiungere prima possibile la
salvezza”.
Senza Travaglione e Luciani avete perso
tanto a centrocampo.
“Mi dispiace, anche perché pensavo
che con il primo si fosse risolto tutto, mentre con Luciani purtroppo
lo strappo con la società era irreparabile. Sono convinto, comunque,
che chi giocherà al posto loro darà il massimo”.
Perchè un giocatore come te non sale
di categoria?
“Con mister Amici sono legato da un
rapporto di lavoro e penso che a ventinove anni non possa rischiare
di fare scelte sbagliate. A questa età meglio avere garanzie che
giocare in categorie più alte”.
Chi sono le favorite di questo
raggruppamento?
“Penso che sarà una lotta tra
Ladispoli, Sporting Città di Fiumicino e Nuova Monterosi”.
Ha meravigliato la vostra eliminazione
in Coppa nel turno preliminare.
“Ci siamo rimasti molto male, ma non
si può pensare di arrivare sempre in fondo in questa competizione”.
A livello personale che obiettivo ti
piacerebbe raggiungere?
“Vorrei arrivare almeno a 20 gol con
questa maglia”.
In extremis hai ritrovato il tuo
gemello del gol, Simone Scerrati.
“Giustamente a 23 anni aveva scelto di salire di categoria, poi purtroppo non è andata bene e ha pagato colpe non sue. Appena ho saputo che sarebbe andato via ho parlato con il mister e hanno trovato l'accordo. Sono felicissimo di giocarci e sono convinto che presto si sbloccherà: con lui e Petrangeli possiamo divertirci”.
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