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-2 alla finale
04 Gennaio 2016
Ezio Castellucci, tecnico del Cassino
Con Ezio Castellucci in panchina il
Cassino ha cambiato marcia. Il tecnico ha fatto delle scelte ed è
riuscito a ridare un'anima ad una squadra spenta, partita con
ambizioni di vertice e ritrovatasi nei bassifondi della classifica.
Il club è risalito in campionato, e adesso è a -9 dalla seconda
posizione, e soprattutto ha raggiunto la finale regionale di Coppa
Italia, manifestazione che potrebbe regalare l'agognata Serie D.
L'allenatore non si fida del Colleferro e vuole regalare ai tifosi un
trofeo in una stagione che sembrava dovesse trasformarsi in un
autentico incubo. 
Una gara fondamentale per il club, che
era partito con l'obiettivo dichiarato di salire di categoria.
“Il nostro cammino non è stato
semplice: abbiamo superato squadre come il Tolfa e il Città di
Ciampino, tra le migliori della categoria. Noi favoriti? I numeri
dicono che in campionato il Colleferro ci ha fatto cinque gol.
Sinceramente non penso ci sia grandissima differenza, gli under forti
sono importantissimi in Eccellenza e il Colleferro ne ha diversi.
Sulla partita secca, inoltre, si parte con il 50% di possibilità:
bisogna saper gestire emozioni, motivazioni e tensioni”.
Il Colleferro avrà tante defezioni, ma
anche voi dovrete fare a meno di Partipilo e Longobardi.
“Anche sotto questo aspetto partiamo
alla pari. Partipilo è l'anima del nostro centrocampo e anche
Longobardi ha qualità molto importanti, ma abbiamo sostituti
all'altezza”.
Da quando lei è arrivato sulla
panchina del Cassino le cose sono cambiate: che squadra ha trovato?
“I ragazzi credevano poco in loro
stessi e c'erano alcune lacune nel gruppo che andavano colmate. Con
il lavoro sono arrivati i risultati ed è cresciuta anche l'autostima
e ora la squadra gioca anche un buon calcio”.
Troverete come avversario Francesco
Prati, che sembrava destinato a disputare questa finale con voi.
“La società ha fatto le cose che
dovevano essere fatte, sul motivo del mancato accordo dovete parlare
con il giocatore. Lo abbiamo messo in condizione di vestire questa
maglia, ha voluto fare una scelta diversa e non mi sento di
giudicarlo”.
Avete l'occasione di regalare un trofeo
ai vostri tifosi, che vi seguono sempre con grande entusiasmo.
“Quando si accetta questa panchina o di vestire questa maglia bisogna mettere in conto oneri ed onori. E' una grande responsabilità, ma personalmente preferisco avere certe pressioni che ritrovarmi in una piazza con poco seguito. Questa gente è sempre presente e ci dà grande calore, vogliamo regalargli questa coppa”.
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