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L'intervista
06 Febbraio 2026
Valerio Pizzuto, difensore del Colleferro (Foto ©GazReg)
Dopo la brillante prestazione sul campo del Terracina e la vittoria nel sondaggio social, Valerio Pizzuto si prende la scena anche fuori dal rettangolo verde. Classe 2004, braccetto del Colleferro, è uno di quei profili che uniscono personalità, equilibrio e cultura del lavoro.
Valerio, partiamo dalla trasferta di Terracina: che partita è stata? “Una gara complicata, intensa, su un campo difficile. Serviva attenzione massima e credo che la squadra abbia risposto nel modo giusto. Personalmente mi sono sentito concentrato e dentro il match per tutti i novanta minuti”.
Il pubblico ti ha premiato con il sondaggio social. Che sensazioni ti lascia? “Fa piacere, perché significa che il lavoro viene notato. Ma resto coi piedi ben piantati a terra. Ora conta aiutare la squadra”.
Sei considerato un ragazzo molto solido dal punto di vista mentale. “Cerco di esserlo. Penso che nel calcio la testa conti quanto le gambe. Naturalmente la preparazione atletica è basilare, a tal riguardo colgo l’occasione per ringraziare i ragazzi di Resilienza a Ciampino, che mi seguono e mi rendono altamente performante”
Riesci a conciliare calcio e studio. Quanto è importante per te? “Molto. Studio Scienze Motorie e non è sempre facile, ma con organizzazione e sacrificio si può fare. Credo nella formazione: avere un percorso anche fuori dal campo ti aiuta a crescere come uomo e come atleta”.
In campo giochi da braccetto nella difesa a tre, ma non disdegni le sortite offensive… “È un ruolo che mi permette di esprimermi. Mi piace difendere, ma se c’è spazio cerco di accompagnare l’azione. Ogni tanto il “vizietto” del gol c’è, e se capita l’occasione provo a sfruttarla”.
Hai già vissuto l’esperienza della Serie D. È un obiettivo tornarci? “Sì, è una categoria che conosco e che richiede tanto sotto ogni aspetto. Spero di poterci tornare, ma senza bruciare le tappe. Il lavoro quotidiano viene prima di tutto”.
Quali sono gli obiettivi del Colleferro e i tuoi personali? «La salvezza è l’obiettivo principale, dopo una stagione segnata anche dal cambio di proprietà. A livello personale voglio crescere ancora, migliorarmi e non pormi limiti”.
Il sogno nel cassetto? “Arrivare il più lontano possibile nel calcio. È lo sport che amo e che pratico da quando avevo sei anni. In un calcio sempre più fisico e agonistico, lavoro tanto su corpo e mente per essere il più performante possibile. Poi sarà il campo a dire fin dove potrò arrivare”.
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