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l'intervista

L'anima della Pro Calcio ha nome e cognome: con Gabriele Giordani una storia d'amore

Il capitano ha firmato l'impresa di Civitavecchia e sta trascinando i gialloverdi verso una salvezza che sembrava impossibile

25 Marzo 2026

L'anima della Pro Calcio ha nome e cognome: con Gabriele Giordani una storia d'amore

Gabriele Giordani sta trascinando la Pro Calcio Tor Sapienza (foto ©GazReg)

Al 59' minuto di una scalata, sopra una spaventosa montagna da sfidare, senza alcun timore a mani nude, la Pro Calcio Tor Sapienza sembra la nazionale carioca anche se la divisa è interamente verde: Labrozzi effettua un tunnel su De Rosa (un top player), scarica per Marzulli che rifinisce, con stile rinascimentale per Giordani, gioco di gambe e movimento sinuoso del corpo ad eludere una torre sovente invalicabile come Cerroni da parte del capitano, destro incrociato, palla nell’angolino, decimo centro stagionale per lui e tre punti ottenuti con la "garra".

"Siamo stati veramente bravi -racconta Gabriele Giordani- mister Anselmi ha preparato la gara in maniera perfetta e noi abbiamo eseguito alla lettera i suoi dettami, non solo tattici. La vittoria di Civitavecchia rappresenta una vera e propria impresa". Ventuno anni, ma la maturità, nei concetti espressi durante la piacevole chiacchierata, di un trentenne: Giordani è lo spot migliore possibile, in un calcio talvolta stucchevole, nella sua negativa esasperazione. "Adesso dobbiamo rimanere calmi e concentrati. Attraversiamo un buon periodo ma guai ad abbassare la tensione emotiva. Due settimane fa eravamo in zona retrocessione diretta, ora siamo nei playout, mancano quattro gare alla fine del campionato, non sussistono margini di errori. Testa bassa, lavoro duro e umiltà, senza pensare troppo a ciò che di buono è stato fatto". Giordani poteva costruire le proprie fortune calcistiche altrove, ha un talento pazzesco, le stigmate del giocatore di successo eppure il suo percorso è stato dedito alla Pro Calcio Tor Sapienza. "Non ho rimpianti. Amo la Pro Calcio Tor Sapienza in ogni sua più intima sfumatura. È parte del mio cuore, una missione di vita non solo calcistica. Essere il capitano a soli 21 anni mi rende fiero ed ulteriormente motivato. Percepisco la stima e la fiducia di tutta la squadra ed è una gratificazione meravigliosa". Romano e romanista, con Francesco Totti come idolo, pure Gabriele Giordani alla fine è già una bandiera nel club in cui indossa, con vanto, la camiseta numero nove. "Ho iniziato alla Pro Calcio Tor Sapienza che ero un bambino ed ora eccomi qua, a parte una breve parentesi alla Viterbese, ho vestito sempre la maglia gialloverde ed ogni volta, quando lo faccio, provo un’emozione fortissima". È una melodia sconfinata che trasuda gioie ancestrali poetiche quella che trapela dalle parole di Gabriele Giordani. D’altronde, al cuor non si comanda.

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