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l'intervista
17 Novembre 2014
Luca Santucci
Quando si
parla della Lodigiani Calcio si pensa subito a storia, tradizione, blasone. Luca Santucci, oltre ad essere
l’allenatore dei Giovanissimi Fascia B Elite classe 2001, ricopre anche il
ruolo di Responsabile della Scuola Calcio della società di via della Capanna
Murata, e ci fa una panoramica di progetto che da anni è garanzia di competenza
e risultati.
Responsabile Santucci, iniziamo parlando a
360 gradi del vostro progetto.
“La Scuola
Calcio della Lodigiani ha un gran progetto: presso il nostro centro La
Borghesiana abbiamo all’incirca 450 iscritti, suddivisi in 28 gruppi-squadra
nelle varie categorie. Per quanto riguarda invece gli istruttori, son tutti
qualificati ed in possesso del patentino FIGC, persone assolutamente competenti
e che hanno a cuore solamente la crescita del ragazzo”.
Come si svolge il lavoro sul campo?
“Sotto
questo punto di vista il lavoro tattico è logicamente diversificato in base
alle diverse fasce d’età, ma quello che è importante è che cerchiamo di seguire
il più possibile con attenzione e costanza i ragazzi nel loro percorso
formativo”.
Quale obiettivo si pone la Scuola Calcio di
una società prestigiosa come la Lodigiani?
“L’obiettivo
è ovviamente quello di fornire più giocatori possibile all’Agonistica, nella
speranza anche di far approdare diversi ragazzi a squadre di livello
professionistico”.
Quindi un obiettivo concreto ed uno a lungo
termine.
“Esatto,
vogliamo far crescere i ragazzi e farli stare bene, in un clima sereno
all’interno di un ambiente tranquillo e con personale preparato, affinché
possano migliorare sotto l’aspetto tecnico, tattico ed umano: questo è
l’obiettivo vero e principale, voglio sottolinearlo. Poi riguardo al futuro,
chissà, magari riuscire a farli arrivare su palcoscenici importanti: con il
calcio i bambini devono divertirsi e riguardo all’approdo in grandi squadre, è
necessario fargli capire che questo non è una certezza, ma sicuramente una
possibilità”.
Da quanti anni è partito questo progetto,
così al livello in cui lo troviamo oggi?
“Nel corso
della sua storia la Lodigiani ha sempre prestato molta importanza alla Scuola
Calcio, quindi oggi quello che abbiamo fatto è stato solo ripercorrere la
tradizione ed il percorso storico avviato tanti anni fa. Abbiamo solamente
seguito le linee guida tracciate, mantenendo invariate dedizione e attenzione”.
Cosa mi dice invece del rapporto tra lo
Staff Tecnico della Scuola Calcio ed i genitori dei bambini?
“Questo è un
fattore fondamentale, perciò facciamo sempre delle riunioni introduttive ad
inizio anno, in cui viene spiegata la nostra metodologia di lavoro ed il programma
che sarà svolto durante la stagione. Cerchiamo di pianificare nel giusto modo
l’attività, con l’intenzione di far capire ai genitori che questo è soltanto un
gioco, e l’unica cosa importante è che i bambini crescano e si divertono, non
gravati dal peso di troppe aspettative. Anche noi addetti ai lavori dobbiamo
attenerci a questa situazione, a questa mentalità, quindi oltre alla riunione
introduttiva c’è sempre la disponibilità a fornire qualunque chiarimento o
aiuto”.
Dunque un allenatore svolge anche la
funzione di educatore.
“Assolutamente.
Vogliamo far capire ai bambini come si sta all’interno di un gruppo, attraverso
piccole regole e suggerimenti che possano usare nel mondo del calcio e non
solo: spesso il calcio è una scuola di vita, perciò utilizziamo il calcio come
veicolo educativo, cosicché i ragazzi possano usufruire di quello che imparano
da noi anche nella vita di tutti i giorni”.
La funzione sociale dello sport insomma.
“Proprio
così. Alla Lodigiani diamo una possibilità a tutti, tutti possono iscriversi
alla Scuola Calcio per cimentarsi nel gioco che amano. Non facciamo
ragionamenti meritocratici, vogliamo dare a tutti la stessa opportunità, con lo
scopo di far maturare i ragazzi secondo valori giusti e sani”.
Se le chiedessi perché un genitore dovrebbe
iscrivere il proprio bambino alla Lodigiani, cosa risponderebbe?
“Perché noi
lo cerchiamo di mettere nelle condizioni migliori per poter giocare al calcio.
Ripeto, perché il bambino troverebbe un ambiente serio e sereno, senza
l’assillo del risultato a tutti i costi, senza l’obbligo di vincere o la paura
di perdere, un clima dove migliorare sotto tutti i punti di vista”.
In un periodo economico come quello attuale,
quanta difficoltà si ha ad avviare un progetto simile? Che significa fare
calcio al giorno d’oggi?
“Allora fare
calcio oggi diventa complicato, perché ci sono tanti fattori in gioco, dalle
aspettative dei genitori, a quelle dei tecnici o degli altri addetti ai lavori,
in più si aggiunge l’aspetto economico ovviamente. Credo che con i giusti
dettami un progetto o un attività sportiva si possa avviare nel migliore dei
modi, serve onestà e trasparenza, senza voler creare illusioni. Se si ragiona
in questo modo si riesce a gestire bene ogni situazione”.
In conclusione, la Lodigiani ha
affiliazioni, partnership o avvia altre iniziative del genere?
“La
Lodigiani è un polo Roma. Abbiamo di conseguenza una stretta collaborazione
tecnica con il club di Trigoria, che monitora continuamente i bambini iscritti
alla nostra Scuola Calcio. Ci relazioniamo spesso con i tecnici della Roma, che
sono spesso al nostro centro sportivo, e di questo siamo molto orgogliosi”.
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