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Benvenuti in Elite. Arce, Viscogliosi: "Una stagione fantastica e dalle grandi emozioni"

Il tecnico analizza la stagione che l'ha portato insieme ai classe 2006 gialloblù a conquistare la vittoria del Girone D dei Regionali e la promozione nel massimo campionato

09 Luglio 2023

Benvenuti in Elite. Arce, Viscogliosi: "Una stagione fantastica e dalle grandi emozioni"

I festeggiamenti dell'Arce (Foto ©Arce)

69 punti, frutto di 22 vittorie, 3 pareggi ed una sola sconfitta. 120 i goal fatti, soltanto 29 quelli subiti, a corredo di un campionato inevitabilmente dominato ed infine vinto. Questi sono i numeri che descrivono il cammino dell’Arce, che grazie al proprio cammino vincente si è guadagnata la promozione in Elite. Accantonando i numeri però, mister Cristiano Viscogliosi, la guida della squadra, come descriverebbe il percorso dei suoi? "A distanza di qualche mese l’emozione rimane intatta, la stagione è stata a dir poco fantastica. I numeri certamente vanno a descrivere quanto fatto in campo ed assicuro che i miei ragazzi hanno completato un percorso magnifico, dimostrando su ogni campo il proprio valore ed arrivando alla vittoria". Il Girone D si è contraddistinto per la sfida in vetta tra Arce ed Hermada, con quest’ultima che ha chiuso la propria stagione a quota 65 punti, quattro lunghezze dietro la truppa di Viscogliosi: "Ci tengo a ribadire i miei complimenti all’Hermada, protagonista di una grande stagione e soprattutto di un girone di ritorno in cui ha fatto benissimo. C’erano anche altre squadre importanti nel campionato, che nel corso delle partite si sono un po' perse. Penso ad esempio all’Accademia Frosinone, ottima squadra, l’unica con cui abbiamo perso, e cito anche il Gaeta, che nonostante la classifica finale poteva vantare un organico importante. Noi però dal canto nostro non ci siamo certamente mai nascosti". Ripercorrendo la strada che ha portato l’Arce sul picco più alto del Girone D, pensiamo ai primi tratti del sentiero: approccio arrembante dei ragazzi di Viscogliosi al campionato con sei vittorie consecutive, la sesta proprio con l’Hermada. E al settimo turno, poi, è arrivata la sconfitta con l’Accademia Frosinone. Che momento è stato? "Quella sconfitta ci ha messo ulteriormente in testa che la squadra più forte eravamo noi. Eravamo tra l’altro in vantaggio, subendo poi il pareggio e finendo per perdere nei minuti finali. Nonostante il risultato finale però aver affrontato prima l’Hermada, vincendo, e poi l’Accademia Frosinone, ben figurando, ci ha fatto capire il nostro valore. Venivamo da sei vittorie consecutive e la paura di perdere era sempre più alta, ma inevitabilmente una sconfitta sarebbe potuta arrivare, è stato quindi fondamentale reagire nel migliore dei modi. E vedere i miei ragazzi sin da subito arrabbiati, motivati e compatti mi ha fatto capire che gruppo avessi tra le mani, una seconda famiglia". La partita della svolta però per mister Viscogliosi è quella contro il Gaeta, vinta per 4-5 in trasferta all’undicesima giornata: "Loro avevano vinto ogni singola partita giocata in casa, ci siamo presentati sul loro campo e siamo riusciti a spuntarla, al termine di un match controllato ma sempre in bilico per via delle loro grandi reazioni. Questo successo ha rappresentato un’iniezione di fiducia e consapevolezza unica". Ma questo successo, che regala così l’Elite all’Arce, da dove nasce? "Accettando questa sfida ho programmato l’Under 17 sin dallo scorso anno, con tanti 2006 e giocando sotto età, al fine di pianificare un secondo anno di assoluto livello. E così è stato". Cosa ci sarà ora nel futuro di Arce e Viscogliosi? "Io resterò sicuramente qui, dove mi trovo molto bene. Continuerò il mio percorso con questi ragazzi, andando a fare l’Under 19 Regionale ed al contempo muovendomi come allenatore in seconda in prima squadra. Non conosco bene la categoria dell’Under 19 e le altre squadre, ma conosco bene il mio gruppo straordinario, su cui già stiamo lavorando al fine di completarlo e renderlo ancora più competitivo. Cercheremo di tenere tutti, aggiungendo magari qualche ragazzo del 2005. Ci tengo poi a sottolinearlo ancora, per me avere un gruppo del genere viene prima di qualsiasi modulo o giocata individuale, e quest’anno lo abbiamo dimostrato, anche grazie ai ragazzi che hanno giocato meno, sempre pronti a sostenerci sia dentro che fuori dal campo. Il nostro primo posto è la dimostrazione assoluta dell’importanza di lavoro ed unione d’intenti".

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