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Riconoscimento
13 Novembre 2014
Un'immagine della cerimonia di premiazione foto©GazzettaRegionale
Si è svolta presso l'Aula Magna della Facoltà di Economia
dell'Università di Tor Vergata la tredicesima edizione del premio “Tor Vergata
– Etica nello Sport”, evento organizzato dal corso di Laurea in Scienze
Motorie. La targa, assegnata negli ultimi anni ad altri 'grandi' dello sport
come Sir Alex Ferguson o Valentina Vezzali fino ad arrivare a Cesare Prandelli
e Damiano Tommasi, è stata donata quest'anno a Rudi Garcia, allenatore dell'A.S
Roma. Folla da stadio ha atteso l'ospite principale, accogliendolo con cori
inneggianti la conquista del possibile scudetto. Numerosi gli interventi che
hanno preceduto il mister giallorosso, uno su tutti quello di Gianni Rivera,
presente in sala e facente parte della commissione che ogni anno assegna il
premio. E' stato proprio l'ex campione del Milan a spendere parole
d'ammirazione per il mister francese, non perdendo di vista il tema
dell'evento: “E' una bella giornata, come tutte quelle in cui si parla di
etica. Il premio a Garcia è significativo, è un uomo importante per il
messaggio che si vuole dare, nonostante ogni tanto si prenda qualche libertà (facendo
riferimento al recente gesto del violino ndr), pur sempre mantenendo una
certa eleganza. Merita molto anche sul piano comportamentale, per come gestisce
i suoi giocatori in allenamento e in partita. Per il campionato in corso, che
vinca il migliore”.
In seguito, dopo altri interventi ed un video celebrativo,
la parola è passata a Garcia che, a sorpresa, ha preferito lasciarsi fare delle
domande da alcuni dei circa 500 presenti nell'aula magna. Il suo esordio, come
spesso accade molto scherzoso, ha riguardato la folla caldissima sostenendo che
“probabilmente lo stadio della Roma è stato già costruito qui, vista
l'atmosfera”. I toni sono diventati più seri quando si passati a parlare
del futuro, visto con non troppo ottimismo dai giovani italiani: “Io so che
il futuro sono i giovani, siete voi qui presenti. La vostra cultura, il vostro
studiare e la voglia di conoscere vi spingerà avanti, so che non sarà semplice
ma il futuro sarà bello grazie a voi. Io, personalmente, mi sono laureato a
trent'anni dopo aver lasciato il calcio giocato per infortunio. Ho fatto più lavori
ed una sana gavetta anche nel calcio. Forse è anche per questo che ora riesco a
carpire le preoccupazioni dei miei calciatori”.
Le domande sono fioccate a raffica, dal campionato in corso alle differenze con gli altri tornei europei. Garcia si è sottoposto molto volentieri a tutte le domande che gli sono state rivolte, citando anche Rivera, trovandosi d'accordo sul fatto che “il campionato lo vincerà il migliore, ovvero la Roma”. Nelle ultime battute Garcia è tornato serio sostenendo che “lo sport è una scuola fondamentale per la vita di un ragazzo, al quale può dare delle regole in una società molto difficile”, e stemperando i toni sia per quanto riguarda il rapporto con gli avversari che per quello con il Capitano Francesco Totti. Proprio su quest'ultimo, Garcia ha speso parole al miele: “Quando si parla di Francesco è sempre difficile non cadere in banalità. E' un ragazzo fantastico, umile, pensa sempre in primis alla squadra. E' un uomo all'altezza del campione che è, e mi piacerebbe molto vincere qualcosa con lui”.
Al termine della premiazione, con la consegna delle targhe, l'allenatore della Roma ha fatto fatica ad uscire dall'aula, sommerso letteralmente da una folla tutta lì esclusivamente per lui. Sicuramente una bella esperienza per lui e per l'organizzazione del premio che, quest'anno come non mai, ha visto una partecipazione giovanile ed appassionata con numeri altissimi.
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