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la risposta
14 Marzo 2015
Dopo il deferimento del Procuratore Federale a carico del presidente della
Lupa Roma, Alberto Cerrai, "per non aver depositato, presso
la Commissione Criteri Infrastrutturali, entro il termine del 20
giugno 2014, il nulla osta del Prefetto a corredo dell’istanza per
ottenere la deroga a svolgere l’attività per la corrente stagione sportiva in
un impianto non ubicato nel proprio Comune" e della stessa società
laziale a titolo di responsabilità diretta per il comportamento posto
in essere dal proprio legale rappresentante è arrivata la discussione al
Tribunale Federale Nazionale. Alla riunione del 15 gennaio 2015 i
deferiti e la Procura federale avevano convenuto l’applicazione della sanzione
ex art 23 CGS, cioè il patteggiamento ed oggi lo stesso TFN ha quindi
disposto l’applicazione delle seguenti sanzioni:
· Inibizione di venti giorni ad
Alberto Cerrai;
· Ammenda di € 6.700,00 alla Lupa
Roma
Raggiunto
telefonicamente il Presidente Alberto Cerrai ha così commentato il provvedimento.
Pago
lo scotto di non aver avuto un impianto nel mio Comune.
Prendo
atto di quanto deciso dalla Procura Federale. Esiste un regolamento e quanto
deciso riflette la su applicazione. Non ho nulla da eccepire sulla correttezza
di quanto deciso.
La
sua risposta ci sembra un po’ politichese. Possibile che Lei non si senta parte
lesa in questa decisione? Ma che responsabilità sente di avere in questa
infrazione?
Aspetti
un attimo. Io ho detto che non ho nulla da eccepire sulla applicazione del
regolamento. Che è ben diverso dal dire che sono d’accordo sul provvedimento o
meglio ancora che mi sento di aver fatto qualcosa in spregio al regolamento.
Vede i fatti son chiari e scritti e ve li riassumo:
Entro
il 20 giugno ogni società, che gioca in un Comune fuori da quello in cui esiste
la sua sede legale (Roma), per iscriversi al campionato deve presentare una
autorizzazione delle autorità competenti (Latina) sul territorio in cui si
chiede di giocare. Diciamo una sorta di passaporto. Questa autorità è il Prefetto.
Noi all’epoca presentammo tutti i documenti di domanda al Prefetto nei tempi ma
purtroppo in quel periodo la Prefettura era molto presa con l’organizzazione
della finale play off tra Latina e Cesena e, oberati da tanti problemi di
ordine pubblico, non hanno avuto modo e tempo di dedicare attenzione alla
nostra richiesta nei tempi richiesti dalla Federazione. Fu così che il Prefetto
ci diede questa autorizzazione solo il 5 Luglio quindi in ritardo rispetto alla
data del 20 giugno. Di certo non mi sento responsabile di una firma che non
devo apporre io ma che dipende da una autorità Prefettizia. Di certo, altresì,
comprendo che i problemi di ordine pubblico derivanti dalla organizzazione di
una manifestazione di quella portata erano ben più seri e importanti della mia
richiesta. Purtroppo tutto questo mi costerà tanti soldi e il dispiacere di
essere sospeso per 20 giorni nel mio ruolo. Sulla base di questa esperienza
posso dire che forse certe regole sono un po’ anacronistiche e magari una loro
rivisitazione sarebbe un atto di modernizzazione dell’intero apparato. In fondo
in 4 anni di calcio posso essere ben orgoglioso di essere entrato nella lista
dei “sanzionati” per una firma arrivata in ritardo che doveva essere messa da
soggetti esterni.
Mi faccia chiudere con una considerazione: se la Lupa Roma avesse avuto uno stadio nel suo Comune tutto questo non avrebbe avuto motivo di esistere. Io pago questa pena perché nel mio piccolo Comune (Roma) gli stadi esistono ma vengono dati agli amici degli amici a prezzi di amicizia. Un po’ come lo scandalo degli affitti dove esistono realtà che a qualche cento euro hanno il diritto di alzarsi la mattina e affacciarsi sul Colosseo oppure su una delle splendide piazze romane. Questo potere io non lo detengo e per questo vengo sanzionato. Ma nel mio Comune ci sono anche impianti comunali non a norma in cui squadre giocano regolarmente e tutti lo sanno ma nessuno dice niente. L’Italia più che essere rappresentata dal tricolore dovrebbe essere rappresentata dall’intero arcobaleno. 3 soli colori non bastano per rappresentare tutti i nostri stili di vita.
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