Cerca
l'intervista
26 Febbraio 2025
Stefan Schwoch: 135 gol in Serie B
Il calcio è fatto di numeri, ma anche di emozioni. E se c'è un numero che racconta la storia di StefanSchwoch, è il 135: il numero di reti che lo hanno reso il miglior marcatore della storia della Serie B. Un record che resiste nel tempo e che testimonia la carriera di un attaccante capace di segnare ovunque, lasciando il segno con le maglie di Napoli, Vicenza, Torino e Venezia. La sua carriera è un perfetto esempio di sacrificio che porta al conseguimento di risultati importanti, cosa che nel calcio di oggi si vede sempre di meno, come conferma l’ex attaccante.
Con più di 200 gol in carriera il suo nome è ben conosciuto nel mondo del calcio, però dove è iniziato tutto? "Tutto inizia a Bolzano, la mia città natale. Avevo 7 anni, andai in una società che si chiamava Imperial, la prima ad avere un presidente donna. Da lì, il primo passaggio in un club professionistico è stato nel Trento, all’età di 13 anni, ed è cominciato il mio percorso. Ho girato molte squadre, Spal, Pavia, Livorno…"
Tra le soddisfazioni che può avere un calciatore, la vittoria di un campionato è sicuramente sul podio. Lei ne sa qualcosa, la possiamo definire l’uomo delle promozioni? Tra Ravenna, Venezia, Napoli, Torino… "Al di là del campo di cui si parla, quando raggiungi i tuoi obiettivi ti senti gratificato, soddisfatto. Sai anche però, che quando arrivi in alto tante volte, tutti si aspettano che tu rimanga sempre lì sopra e, invece, purtroppo nel calcio, come nella vita, non è possibile. Ci sono degli alti e bassi, però come dico sempre ai miei figli: tutto quello che fate, che sia studiare o lavorare, fatelo con passione, metteteci tutto l’entusiasmo che avete. Poi quando sai di aver fatto il massimo, il traguardo lo hai raggiunto comunque, vada come vada. A Ravenna ho vinto il campionato di C1, poi mi sono trasferito a Venezia e a lì siamo stati promossi in Serie A. A metà della stagione successiva, sono andato a Napoli, un anno dopo è arrivata la promozione anche con gli azzurri. Dopo quell’esperienza è arrivata un’altra piazza importante, Torino: anche con questa squadra sono riuscito a conquistare il massimo campionato. Poi è arrivato il Vicenza, dove sono rimasto a vivere con mia moglie".
Secondo Lei cosa è stato decisivo per fare il salto nel professionismo nella sua carriera? "Tanta voglia di arrivare, tanto lavoro, sacrificio e la fortuna anche di trovarsi al posto giusto nel momento giusto, con le persone giuste. Detengo il record di gol segnati in Serie B, ma se sono arrivato a questo risultato è anche grazie al massaggiatore, all’allenatore, ma soprattutto ai compagni. Senza di loro sarebbe stato difficile, non bisogna mai dimenticarsi di ringraziare chi insieme a te ha contribuito a raggiungere questi traguardi ed a vivere annate bellissime".
Quanto secondo lei è cambiato il valore della Serie B negli ultimi anni? Tanti giocatori importanti hanno sottolineato quanto sia stata formativa per loro questa categoria. "I campionati di Serie B sono stati importanti come anche quelli di C. Ora purtroppo è cambiato tanto, in peggio dal punto di vista qualitativo: una volta c'erano squadre e giocatori molto più forti. Adesso i calciatori sono avvantaggiati, soprattutto gli attaccanti: adesso ci sono mille telecamere, come arriva un calcio il difensore viene espulso. Quando giocavo io, in area di rigore prima di riuscire a muoverti dovevi lottare e dopo, forse, riuscivi a vedere la palla. Come dicevo, la qualità è scesa, però è il calcio che è cambiato. Ora magari è anche più veloce, ma il livello che c’era prima in Serie B, non c'è più".
EDICOLA DIGITALE
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni
Dalle altre sezioni