Una notte che resta, a prescindere dal risultato. Antonio Arena, classe 2009, ha vissuto all’Olimpico uno di quei momenti destinati a segnare un percorso. Il suo colpo di testa per il momentaneo 2-2 contro il Torino ha acceso lo stadio e i riflettori su un talento che continua a bruciare le tappe.
La rete, poi resa vana dalla zampata di Emirhan Ilkhan, non cambia l’esito della gara né l’eliminazione della formazione di Gasperini, ma racconta molto del ragazzo e del coraggio di chi ha deciso di affidarsi a lui.
Un gol che non nasce per caso
Arena aveva già scritto una pagina di storia il 7 marzo 2025, quando con la maglia del Pescara era diventato il primo classe 2009 a segnare con un club professionistico. Un segnale chiaro di una crescita precoce e costante.
Dieci minuti, ma pieni
Contro il Torino la sua partita dura appena dieci minuti, ma i numeri parlano chiaro: 3 tiri, una grande occasione, 7 tocchi (3 in area) e una palla recuperata. Dati che raccontano personalità e mentalità.
Un percorso da seguire
Il gol dell’Olimpico è una tappa, non un traguardo. Record, impatto e continuità stanno diventando il marchio di fabbrica di Antonio Arena. Una storia che merita attenzione.

Antonio Arena dopo il suo ingresso in campo (Foto ©De Cesaris)

Il colpo di testa che ha cambiato il corso della storia (Foto ©De Cesaris)
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