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Clarizia alla conquista di Firenze: l'ascesa del 9, dall'U17 alla 1ª squadra

Il trasferimento dalla Lazio alla Viola in estate, i primi gol in U17, la promozione da sotto età in U18 e qualche assaggio di prima squadra: mesi da top per il 2009

19 Febbraio 2026

Leonardo Clarizia, qui con la maglia della Lazio (©De Cesaris)

Leonardo Clarizia, qui con la maglia della Lazio (©De Cesaris)

Il settore giovanile della Fiorentina continua a splendere in tutto e per tutto. Dal punto di vista dei risultati delle under, che non sono l’obiettivo primario ma che rappresentano comunque un fattore da tenere in considerazione. Quel che conta più di tutto, come sempre, è la crescita dei profili che compongono il vivaio e, anche da questo punto di vista, il club Viola ha scalato le gerarchie in fretta negli ultimi anni, raggiungendo uno status ormai conclamato da vera big in termini di settore giovanile. Basti pensare che per la sfida contro il Jagiellonia di Conference League, Paolo Vanoli ha convocato 23 giocatori, 13 dei quali sono cresciuti nel vivaio toscano.

Clarizia
Leonardo Clarizia nell'allenamento della prima squadra (Fermo immagine da Instagram Fiorentina)

E tra i tanti profili che si stanno pian piano affermando, c’è oggi anche e senza dubbio quello di Leonardo Clarizia. Arrivato dalla Lazio la scorsa estate, l’attaccante classe 2009 non ci ha impiegato poi troppo tempo ad ambientarsi a Firenze. Partito nella sua categoria di appartenenza, l’Under 17 - dove ha segnato 3 gol - è arrivata altrettanto rapidamente la promozione in Under 18, da sotto età, e anche lì le reti messe a referto sono state 3. Tappe bruciate e attenzioni catturate, non solo quelle del settore giovanile. Due settimane fa, infatti, Leonardo Clarizia è stato chiamato da Paolo Vanoli per un allenamento con la prima squadra. Niente di clamoroso, abitualmente, per i Primavera, ma per lui che è in classe 2009 la gioia è stata di quelle importanti.

Leonardo Clarizia, qui in gol nel derby (©De Cesaris)

IL PERCORSO

Leonardo Clarizia è cresciuto nella Scuola Calcio del Latina, dove ha giocato dai 5 ai 10 anni e dove ha avuto la possibilità di mettersi in mostra, proprio contro la Lazio. In una gara del Memorial Galeazzi, Clarizia segnò una tripletta ai biancocelesti, un qualcosa che ha attirato le attenzioni dell’allora responsabile Stefano Pasquinelli (ora al comando del settore giovanile della Cremonese). L’estate di quell’anno, dopo una serie di provini, si concretizza il passaggio in biancoceleste. Con l’aquila sul petto Clarizia continua a crescere a vista d’occhio, termina il periodo dell’attività di base e inizia quello di vero settore giovanile. In U14 si accende, in U15 prende il volo e in U16 c’è la definitiva certezza: Leonardo Clarizia é un attaccante importante, per il quale vale la pena costruire un certo tipo di percorso. Un ragionamento che la Fiorentina ha fatto suo, prelevando Clarizia e inserendolo nel proprio vivaio.

UN DERBY A DISTANZA

C’è una curiosità nel cammino di Leonardo Clarizia in biancoceleste: in ben due occasioni, o per un motivo o per un altro ha saltato le sfide stracittadine contro la Roma. Ora, alla Fiorentina, alla prima occasione utile ha ricordato che, ad ogni modo, nel sangue scorrono globuli soprattutto biancocelesti. Al 94’ é lui a prendere il pallone e scaraventarlo in fondo alla rete giallorossa: gol, vittoria, grido di liberazione. Come accaduto qualche tempo fa con l'Aquila sul petto

A PROPOSITO DI SANGUE

Se buon sangue non mente, forse la parentela che lega Leonardo Clarizia a Vincenzo D’Amico sta portando benefici. Scomparso tre anni fa, la storia bandiera biancoceleste è infatti il cugino della nonna di Clarizia. Una bandiera che sventolava lazialità, una bandiera che sapeva cosa fare col pallone tra i piedi. Fu uno degli eroi dello Scudetto del 1974, alla Lazio ha giocato dal ‘71 al 1986, eccetto una stagione con la maglia del Torino. D’Amico ha poi concluso la carriera con la Ternana.

Staremo a vedere se Leonardo Clarizia riuscirà a ripercorrere orme del genere: certo è che, ad oggi, le carte in regola non mancano. 

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