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L'intevista
18 Marzo 2026
Nella 17esima puntata di Gr Show, in onda ogni lunedì sul canale 14 del digitale terrestre (Radio Roma News), è intervenuto nella seconda parte di trasmissione Mauro Bianchessi ex responsabile del settore giovanile, tra le altre, di Lazio e Monza. Bianchessi ha toccato diversi temi, ecco come
Bianchessi sottolinea che il compito di un responsabile del settore giovanile non è solo far crescere i calciatori, ma anche creare la futura classe dirigente e tecnica.
Il "Metodo" Bianchessi: Cita i casi di Pasquinelli (portato dal Milan alla Lazio e ora alla Cremonese), Panzerini (Monza) e Trapani (Genoa) come esempi di professionisti cresciuti sotto la sua ala.
Lo Staff Tecnico: Rivendica con orgoglio che molti membri degli attuali staff di prima squadra (come quelli di Paolo Bianco al Monza o lo staff di Sarri alla Lazio) provengono dal lavoro svolto nel settore giovanile.
La Missione del Manager: Per Bianchessi, la massima soddisfazione è aprire un futuro professionale ai propri collaboratori.
Esiste una netta distinzione tra chi lavora per la crescita e chi lavora per il risultato immediato.
Appagamento Professionale: Chi lavora con i giovani dovrebbe sentirsi realizzato in quel ruolo e non usarlo come trampolino per le prime squadre. L'ambizione di arrivare "ai grandi" rischia di far giocare le squadre giovanili solo per vincere, trascurando la formazione.
Il Caso Primavera 1: Oggi la Primavera è considerata una "seconda squadra" o un'Under 20 dove il risultato (scudetto, playoff, retrocessioni) è prioritario.
Attività di Base vs Agonistica: Nelle categorie inferiori (Under), la crescita del giocatore deve essere l'unico obiettivo, altrimenti l'investimento economico della società diventa insostenibile.
L'analisi si sposta sui cambiamenti strutturali del calcio italiano, visti con preoccupazione.
Dai Patron ai Fondi: Il passaggio dalle proprietà "di passione" (Moratti, Berlusconi, Sensi) ai fondi stranieri ha cambiato le tempistiche. I fondi vogliono risultati economici rapidi; se il settore giovanile non produce plusvalenze o giocatori pronti, i rubinetti vengono chiusi.
La Fuga all'Estero: Bianchessi lancia l'allarme sui giovani talenti (classi 2008, 2009, 2010) che lasciano l'Italia per club come Borussia Dortmund, Benfica o PSG (citando i casi di Reggiani, Ignacio, Coletta).
Il Peso dei Procuratori: Le nuove regole sul vincolo sportivo penalizzano i club italiani, lasciando i ragazzi liberi di svincolarsi precocemente, rendendo gli investimenti nei vivai molto rischiosi.
Nonostante le difficoltà, Bianchessi elenca i profili che ritiene più promettenti.
L'eccezione Donnarumma: Definito un "Pallone d'Oro" del suo ruolo, un livello top mondiale difficilmente replicabile.
Nomi caldi: Menziona Pio Esposito (Inter/Spezia) come possibile futuro attaccante della Nazionale, oltre a Camarda, Liberali, Colombo e Scalvini.
Il "Tappo" delle Prime Squadre: Il problema non è la mancanza di talento, ma il coraggio degli allenatori di Serie A nel far giocare i diciassettenni, preferendo spesso l'usato sicuro di 28-29 anni.
I numeri citati da Bianchessi delineano una situazione critica per la Nazionale.
Serie A: Il 69,30% dei giocatori proviene da federazioni straniere.
Primavera 1: Il 33% dei calciatori sono stranieri "importati" (non residenti o cresciuti in Italia).
Motivazioni Economiche: È più facile ed economico andare a prendere un Under 20 all'estero (pagando solo il mantenimento o piccoli premi) piuttosto che investire per 10 anni nel percorso di un bambino italiano di 8 anni.
Legame Indissolubile: Bianchessi dichiara un legame di oltre vent'anni con Adriano Galliani, definendolo il più grande dirigente mondiale.
Lealtà: Afferma categoricamente che in Italia non lavorerebbe per nessun altro club se non gestito da Galliani.
Prospettive: Apre a una possibile esperienza all'estero a partire da giugno, qualora dovesse concludersi il suo percorso attuale.
Utilità: Sono utili per i giocatori "discreti" che hanno bisogno di completarsi in un campionato fisico come la Serie C.
Il Fuoriclasse: Bianchessi ribadisce che il giocatore "forte davvero" a 20 anni non deve stare in una seconda squadra, ma deve già essere protagonista in prima squadra o in Serie B.
Costi: Nota che un progetto Under 23 costa tra i 13 e i 17 milioni di euro, una spesa che solo pochissimi club (Juventus, Milan, Inter, Atalanta) possono permettersi.
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